Con l’approssimarsi della fine delle ferie d’agosto e il rientro al lavoro della gran parte dei cittadini, ritorna attuale la crisi politica amministrativa che si sta trascinando da più di un mese al Comune di Angri. Una crisi che, prendendo spunto dalle differenti valutazioni politiche su di un argomento importante qual è la gestione di tributi comunali, ha posto soprattutto all’attenzione dell’opinione pubblica angrese quello che è il vero contrasto in atto tra i contendenti.
Secondo il mio parere, al di là dei singoli episodi, si tratta in sintesi di due differenti visioni dell’amministrazione pubblica.
Da una parte, il sindaco Gianpaolo Mazzola che in un anno ha improntato la sua gestione all’insegna dell’”imprenditore prestato alla politica” (tralascio in questa sede i giudizi sui risultati). Abituato a frequentare un ambiente dove il profitto e il denaro regnano sovrani, ha pensato bene che anche la gestione dell’amministrazione comunale alla fine potesse essere trattata con gli stessi metodi e sistemi che si usano nella trattazione degli affari. Ogni servizio, ogni funzione pubblica, ogni argomento in definitiva poteva essere trattato come si trattano gli affari nelle aziende private, al di là dei risvolti sociali, politici ed economici che le scelte poi andavano a produrre.
Niente più politica ad Angri, in definitiva, ma non solo quella di centrosinistra tanto disprezzata e che aveva portato allo sfascio le casse comunali. Niente politica neanche per il centrodestra che a livello nazionale sta propugnando la riduzione delle tasse e la riduzione delle spese correnti mentre ad Angri ha cancellato servizi sociali (asilo nido), ha aumentato in modo abnorme le tasse comunali , ha elargito consulenze esterne a piene mani e speso somme enormi per il divertimento effimero. Avendo il sindaco Mazzola bisogno di tempo per realizzare i suoi “progetti di finanza” (o la finanza di progetto come qualcuno ci chiede con insistenza di rettificare) non avendo i numeri in consiglio comunale ha poi realizzato una specie di “gestione o governo ombra” (per ammissione dello stesso vice sindaco Squillante) dove il singolo consigliere ha potuto dettare le sue personali condizioni (do ut des) per l’appoggio a questo o a quel provvedimento.
Dall’altra parte Alleanza Nazionale. Un partito, fatto di militanti, giovani ed anziani, che credono ancora nei valori dell’impegno sociale e politico e che combattono per le proprie idee. A distanza di un anno, dopo l’euforia della vittoria, si sono resi conto che nella gestione dell’amministrazione comunale il loro ruolo era di sussidiarietà e di rappresentanza se non di copertura. Per un anno hanno tollerato e subìto la gestione personalistica di Mazzola, magari anche riuscendo ad ottenere qualche vantaggio per i propri uomini ma alla fine le idee ed i valori hanno hanno prevalso ed è scoppiata la crisi.
Per chiudere la crisi Alleanza Nazionale e parte del gruppo consiliare del Pdl hanno chiesto al sindaco Mazzola una vera e propria giunta politica di centro destra, chiara negli uomini che ne fanno parte e negli obiettivi da realizzare. Un chiaro invito a defenestrare Francesco Fasolino e Rosario Capone (per citarne solo alcuni) e a concordare un programma più vicino alle esigenze dei cittadini.
L’opinione pubblica angrese attende di sapere come andrà a finire.