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Angri, documento dei consiglieri Pd e Udc sul Piano Urbanistico Comunale

“Si continua con la cementificazione del centro urbano, nesun intervento per le periferie e per il rischio sismico”

consiglio comunale angriLa proposta di PUC dell’amministrazione Ferraioli, presentata ieri sera in Consiglio Comunale, risulta come frettolosa e manchevole dei principi e dei protocolli che portano ad una corretta proposta di Pianificazione Territoriale (PUC).

In sintesi è UN PIANO VOTATO MERAMENTE A REGOLARE LA NUOVA EDIFICAZIONE CON L’OBIETTIVO DI DENSIFICARE SOPRATTUTTO IL CENTRO URBANO.

Riteniamo che la corretta stesura di un nuovo strumento regolatore delle politiche territoriali (PUC) a vantaggio della future Generazioni, prevede la redazione di uno strumento avanzato che abbia una forte valenza programmatica teso ad individuare:

  •  La città da RIQUALIFICARE
  •  La città dei SERVIZI
  •  La città da TUTELARE
  •  La città da PERCORRERE

In quest’ottica con una VISIONE OLISTICA IL FUTURO PUC del nostro comune di Angri DEVE:

  • DEFINIRE IN MANIERA ampia ed articolata la componente strutturale del territorio comunale con riferimento all’AMBIENTE (varie emergenze) agli aspetti SOCIO ECONOMICI-STORICO CULTURALI-INFRASTRUTTURALI (SVINCOLO ANGRI SUD). 
  • MIRARE alle risorse del territorio, alla sua VULNERABILITA’ e al suo uso. E’ in quest’ottica (visione olistica) che gli indirizzi STRATEGICI e le azioni d’intervento del PUC SONO COERENTI sia alla componente strutturale (valida a tempo indeterminato che prevede AZIONI E MISURE DI LUNGO TERMINE) che alla COMPONENTE PROGRAMMATICA-OPERATIVA del Piano connessa ai piani QUINQUENNALI (PUA).

In Base a questa premessa il piano proposto mostra tuttel e sue debolezze e SCELLERATEZZE mostrando INFINITA INCOMPETENZA (E CHISSA’ QUANTA FALSA INGENUITA’).

Considerato che, NELL’INTERESSE DELLA CITTA’ SU QUESTIONI COSI’ IMPORTANTI NON POSSONO E NON DEBBANO ESSERCI MERE CONTRAPPOSIZIONI STRUMENTALI.

Proponiamo CINQUE INDIRIZZI STRATEGICI PER PORRE SERIAMENTE la pianificazione territoriale a servizio dello sviluppo sostenibile ed inclusivo della città, di seguito descritti:

  1. Adottare un paradigma di Smart City sistemico ed orientato ai bisogni
  • Ancorare la pianificazione territoriale ad una approfondita e rigorosa conoscenza del territorio e dei suoi abitanti (manca del tutto nella vostra proposta).
  • Proporre una visione dello sviluppo economico locale “intelligente”, realistica, praticabile e coerente con le scelte strategiche di sviluppo regionale e nazionale.
  • Sviluppare una visione “olistica” del territorio e porre l’innovazione tecnologica al servizio di soluzioni integrate che rispondono ai bisogni “veri” della comunità.

 

  1. Progettare e sperimentare una nuova governance fondata sulla cittadinanza attiva
  • Promuovere percorsi strutturati di concertazione e confronto con le forze produttive (industriali, commerciali, artigianali).
  • Avviare iniziative ed esperienze “qualificate” di coinvolgimento di cittadini ed associazioni nella rilevazione dei bisogni e nella progettazione partecipata delle soluzioni.
  1. Ripensare e riorganizzare strategicamente l’armatura urbana
  • Disegnare nuove connessioni all’interno di una struttura policentrica del territorio urbano.
  • Utilizzare le aree dismesse (MCM “borsa urbanistica”) come leva di riqualificazione, rigenerazione, riorganizzazione e riequilibrio di spazi e funzioni urbane.
  1. Promuovere ovunque la sicurezza e la salubrità dei luoghi
  • Avviare processi tecnico-amministrativi finalizzati alla rottamazione degli edifici anni ’60- ’70 per prevenire il rischio sismico.
  • Disegnare percorsi pedonali sicuri per consentire l’attraversamento in sicurezza della città.
  • Costruire un sistema permanente di monitoraggio ambientale in grado di garantire la qualità delle acque e dell’aria.
  • Estendere e qualificare il paradigma di “Angri città verde”, costruendo una proposta complessiva ed integrata di tutela, recupero, riqualificazione e sensibile ampliamento delle aree verdi.
  1. Rilanciare, rafforzare e condividere la “visione di sviluppo” della città dell’Agro
  • Ancorare le scelte di pianificazione territoriale-generale e settoriale – al più ampio sistema territoriale dell’Agro nocerino-sarnese, in coerenza con gli indirizzi del PTR e del PTCP.
  • Rilanciare la concertazione inter-istituzionale locale e gli strumenti di governo comprensoriale del territorio per affrontare con competenza le sfide della competizione globale e poter accedere, in tal modo, ai fondi strutturali Europei, (fondi vincolati ai processi di rigenerazione urbana dei Sistemi Territoriali di Sviluppo) in scadenza nel 2020.

Sintesi delle maggiori criticità evidenziate nel piano proposto dall’amministrazione Ferraioli

 

  1. DENSIFICAZIONE URBANA: questa scelta da parte dell’amministrazione porta ad un disordine urbano, manca infatti la possibilità di immaginare e di controllare gli effetti di questa edificazione caotica sull’impianto urbanistico esistente (di per se già debole).
  2. RIDUZIONE DI STANDARD URBANISTICI data l’esiguità di molti lotti, anche se edificabili con permesso convenzionato, comporterà la monetizzazione delle numerose piccole aree destinate a standard urbanistici.
  3. INDIFFERENZA verso le parti della città (quartiere Alfano-167 SATRIANO ed altre) in quanto non è previsto nessun intervento di raccordo e collegamento con il centro della città.
  4. MANCANZA di elementi conoscitivi e di concertazioni con le parti in causa (industriali artigianali –commercianti) per la definizione dei bisogni. (Non vi è traccia di assemblee pubbliche con relativi verbali sottoscritti con le categorie).
  5. NONCURANZA (o ignoranza) verso le parti storiche della città al fine di valutarne condizioni funzionali e tipologiche (case a corte), che sono proprie della tradizione dell’AGRO-SARNESE-NOCERINO. Il tutto è stato demandato ad un PUA senza alcun riferimento a questi valori storico-culturali e formali.
  6. INDIFFERENZA nell’analisi di probabili scenari (componente strutturale programmatica di lunga scadenza)che potranno verificarsi lungo la direttrice ferroviaria NA-SA nel momento in cui, come preannunciato dagli organi preposti, verrà classificata come linea metropolitana regionale con conseguente intensificazione delle corse. Quindi quale destino per quelle aree attualmente destinate a siti industriali (DORIA-FEGER)?. Necessità un incontro pubblico con le parti per concordare tempi modi e condizioni per eventuale delocalizzazione?
  7. INSENSIBILITÀ per quanto attiene la prevenzione del rischio sismico (vulnerabilità elevata del nostro patrimonio edilizio ante-sisma80). Totale assenza di sensibilizzazione ai rischi esposti dai cittadini che abitano in quella tipologia di edilizia. Incapacità di promuovere incontri tesi ad assistere con informazioni sulle agevolazioni economiche e fiscali per i processi di demolizione e ricostruzione comprensivi dell’efficientamento energetico.
  • Per quanto attiene l’inquinamento ambientale cosi come evidenziato nella VAS dove si sottolinea che il Comune è classificato come “zona di risanamento” in quanto supera i valori di legge degli inquinanti dell’aria, viene raccomandato la riduzione del trasporto su strada mediante la realizzazione di piste ciclabili e il BIKE-SHERING.
  • Per quanto attiene l’inquinamento della falda superficiale nella zona agricola in assenza di controllo ed in mancanza del sistema fognario, gli utenti scaricano i liquami direttamente in falda, con tutte le conseguenza immaginabili sulla salute dei cittadini. 
  1. IMPROVVISAZIONE (o finta ingenuità) nella individuazione dei comparti misti-residenziali-artigianali sempre piegati ad un’unica logica che è quella della densificazione edilizia.
  2. ILLOGICA la scelta lungo via ORTALONGA di una fascia edificabile estesa anche lungo la parte vincolata dall’Autorità di Bacino (vincolo riportato però sulla tavola dei vincoli), quale indagine conoscitiva ha portato a tali decisioni?
  3. DISINTERESSE per le fasce sociali deboli, si è disatteso quanto di buono ha caratterizzato tutte le precedenti amministrazioni, che pur non avendone obbligo, hanno sempre destinato una quota parte degli alloggi a costruirsi all’edilizia pubblica convenzionata e sovvenzionata, rendendo possibile in tal modo alle fasce sociali deboli di poter acquistare case o vedersi assegnato un alloggio. In base a quale principio è stata effettuata questa scelta?

In conclusione per mero pudore riteniamo che possiamo fermarci per evitare di toccare ulteriori aspetti che avrebbero come effetto quello di umiliare il senso di appartenenza ad una comunità maltrattata e danneggiata dagli scenari deducibili dalla proposta di adozione di PUC per Consiglio Comunale presentata dall’amministrazione Ferraioli.

Tale proposta, in quanto tale, va ritirata per dare spazio ad una concertazione ampia che deve vedere tutte le forze politiche, e non solo, partecipare sicuramente con spirito costruttivo, nell’interesse della comunità angrese, alla stesura di una nuova proposta programmatica (PUC) che si attenga agli elementari e inderogabili principi propri dell’urbanistica e dello sviluppo sostenibile. A nulla sono valsi i nostri appelli, fatti ai  colleghi consiglieri di maggioranza, di esprimere il loro giudizio in merito alla proposta presentata dall’Amministrazione, un silenzio assordante si è calato dai banchi della maggioranza, un silenzio e un disincanto ormai noto che delegittima la politica, chiamata a dare risposte concrete alla comunità, risposte che purtroppo stentano ad arrivare.  

Angri, 14.10.2016

PARTITO DEMOCRATICO

U.D.C

I Consiglieri Comunali :

Pasquale Mauri, D’Ambrosio Giancarlo Palmiro, Ferrara Vincenzo, Domenico D’Auria, Annamaria Russo. 

Parole Chiave: news, consiglio comunale, puc, piano urbanistico comunale, politica

Pubblicato il 14 Ottobre 2016 da La Redazione


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