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Angri, incontro sulla “parodia del sacro in Halloween e la santità ai nostri giorni”

La riunione, formativa ed informale con genitori ed alunni, si è tenuta presso l’Istituto Suore Compassioniste Serve di Maria in Angri

Ognissanti Suore Compassioniste Angri

Continua il nostro impegno educativo con un incontro sul senso della festa di Halloween e sul valore della santità ai nostri giorni; insieme ai genitori ed ai ragazzi per discutere fondamentalmente sul senso e sul significato originario della “santità” in rapporto alle forme imperanti di un nuovo paganesimo commerciale, con particolare attenzione alla festa di Halloween, partendo dal rapporto che tale usanza aveva anticamente con la santità fino all’espressione della santità attuale  nella figura di Carlo Acutis; giovane esempio concreto di vita che ha intessuto la propria esistenza, breve ma intensa, nella feconda trama dei valori del Vangelo. Questo incontro rappresenta dunque un messaggio per i nostri ragazzi, per dire loro che il bene è sempre possibile, che la santità è sempre raggiungibile, attraverso quelle scelte consapevoli che rendono la propria vita un’esperienza “originale” di condivisione e di attenzione al prossimo nella dimensione autentica della propria fede e non una “fotocopia” sbiadita. 

Dunque, a partire dalla nostra fondamentale missione educativa, proponiamo sempre un percorso di conoscenza e di consapevolezza delle cose che fanno parte della quotidianità e che diventano elementi di crescita culturale e spirituale. Interessanti gli spunti di riflessione sull’origine di Halloween, sul significato di santità e sull’imperante bisogno di un ritorno ai valori del Vangelo, su cui intendiamo operare costantemente ed alacremente, cogliendo ogni occasione “sociale” per sottolineare quel valore aggiunto determinante che un educatore cattolico deve possedere. 

istituto suore compassioniste angriIl nostro dialogo si è dipanato a partire dal concetto di santità inteso come quella condizione che si radica nella grazia del Battesimo e che ci rende fondamentalmente cristiani, legandoci al destino di Cristo e che ci conduce in un percorso di vita che si perfeziona sempre più nell’avvicinarci quanto più possibile al modo di pensare e di agire di Cristo stesso; il primo dono che riceviamo è la carità con cui amiamo Dio ed il prossimo, la carità è l’attenzione benefica all’altro, è l’anima della santità pienamente vissuta. La santità inizia con la nostra storia finita su questa terra ma continua in pienezza nella vita eterna; abbiamo voluto evidenziare come la santità anticamente era in relazione con la storia di Halloween, distaccandosene in seguito, per diventare un’occasione di espressione delle forze occulte negative della natura umana. E’ nostro compito prediligere i valori fondanti del nostro Credo e della nostra missione, nel rispetto dei differenti e divergenti elementi culturali di altre parti del mondo che, pur nella loro accezione interpretativa, vanno ad arricchire il bagaglio culturale di ognuno.  

Dunque abbiamo spiegato che Halloween deriva dall’irlandese All Hollows’ Eve, ossia la Vigilia di tutti i Santi, esso parte dunque da una festa cattolica ortodossa che viene storpiata in una sgradevole parodia del sacro; fin dal Medio Evo l’Irlanda è terra di Santi, missionari e la santità cristiana era molto considerata grazie a San Patrizio, il suo primo evangelizzatore e la festa dei Santi si era sostituita all’antica celebrazione della cultura celtico-cristiana, ovvero la Samain che era principalmente una cerimonia per celebrare il passaggio delle stagioni e dei raccolti annuali. Infatti Samain segnava l’inizio dell’anno per i Celti, iniziava il lungo periodo invernale: era il tempo per celebrare ciò che è sepolto nella terra; come i semi attendevano di trasformarsi in futuri raccolti, così i defunti attendevano sotto terra di rientrare nel ciclo vitale. Il capodanno celtico rappresentava un giorno fuori dal tempo e dallo spazio, sulla soglia fra i due mondi, quello terreno e quello spirituale dove uomini e spiriti potevano incontrarsi; secondo i Druidi, gli antichi rituali dei sacerdoti celtici, si spegnevano tutti i fuochi domestici per allontanare gli spiriti e per spaventare questi spiriti si offrivano dei sacrifici; veniva acceso un nuovo fuoco e trasportato in lanterne fatte con rape o cipolle e che nel tempo sono state sostituite dalle zucche, il fuoco arrivava in tutte le case in cambio di offerte, il rifiuto comportava ricevere a maledizione. 

In seguito, nel secolo VIII fu istituita la Festa di Ognissanti promossa da Alcuino di York, un monaco sassone, tra i più autorevoli consiglieri di Carlo Magno. Egli comprese il grande valore della festa di Samain e reputò necessario cristianizzarla, evidenziando l’aspetto della santità e della comunione dei santi, legame tra le generazioni di cristiani, dei presenti e i coloro che ci hanno preceduti. Seguì l’imperatore Ludovico il Pio che estese tale festività a tutto il regno franco, su consiglio di Papa Gregorio IV ma dovettero passare alcuni secoli affinché tale festa divenisse obbligatoria in tutta la Chiesa Universale, ciò avvenne nel 1475 con Papa Sisto IV. Ci siamo chiesti come sia potuto accadere che tale tradizione cristiana così antica sia stata trasformata in una carnevalata e abbiamo potuto spiegare che Halloween è una cosa tutta americana, nata con l’arrivo dei milioni di emigrati irlandesi, molto devoti ai santi ma che, nell’attuale versione secolarizzata, ha eliminato i santi, ovvero il senso cattolico di Ognissanti, conservandone l’aspetto carnevalesco, esaltandone l’aspetto malefico attraverso maschere di fantasmi, morti che tornano ed anime perdute che maledicono e tormentano i vivi; una messinscena da horror che è stata largamente diffusa attraverso il cinema americano e giungendo in Europa come forma di una parodia penosa della religiosità a fini consumistici, si parla qui del merchandising dei Halloween purtroppo e a tutto questo si contrappone quel prezioso patrimonio di cultura, di fede, di valori che rappresentano la bellezza della nostra Fede e delle nostre millenarie tradizioni. Se si aggiunge anche che in alcune parti del mondo, come in Messico dove è in crescita il fenomeno del satanismo, tale festività viene strumentalizzata per compiere del male sui bambini offrendo loro dolci avvelenati, droghe. A questa festività abbiamo voluto proporre un’idea di santità, contrapponendo la figura di un adolescente, Carlo Acutis, prematuramente scomparso all’età di quindici anni a causa di una leucemia fulminante; un giovane amante dell’Eucarestia che ha vissuto la sua vita ordinaria in santità e che rappresenta un modello per i nostri ragazzi che si trovano a vivere in una società secolarizzata e frammentata, caratterizzata dalla generale perdita di valori umani e cristiani soprattutto. Se consideriamo che la nostra missione è fondamentalmente costruita sul riferimento costante agli insegnamenti del Vangelo, è comprensibile quanto sia necessario portare a conoscenza di queste giovani vite straordinarie e sante; citiamo le stesse parole di questo adolescente La nostra meta deve essere l’infinito, non il finito. L’Infinito è la nostra Patria. Da sempre siamo attesi in Cielo” per cogliere il profondo senso che egli riconosceva alla vita terrena, intesa come passaggio; sua è anche la frase: tutti nascono come originali ma molti muoiono come fotocopie” e per non morire come fotocopie” affermava che la nostra Bussola deve essere la Parola di Dio, esprimendo l’originalità e l’unicità della vita che amava profondamente; al centro della sua esistenza vi era sempre il Sacramento dell’Eucaristia che egli definiva “la mia autostrada per il Cielo”; l’Eucaristia come proposta di amore per essere capace di amare. Questo ragazzo, appassionato di vita e di Informatica, ha lasciato una grande testimonianza di sé realizzando una mostra sui Miracoli Eucaristici; attraverso questa ricerca, egli voleva testimoniare la sua fede per offrirla ai suoi coetanei, per rendere ragione della fede che lo animava; dunque rafforzare la fede e diffondere il culto dell’Eucaristia.

Infine il messaggio più alto che egli ha lasciato ai suoi compagni, ai giovani della sua età, è la convinzione che l’assenza di grandi ideali per cui vivere rendono la vita scialba e monotona. L’ideale più alto è il Vangelo, il suo più grande amico che gli ha concesso una incredibile gioia di vivere. L’interesse così vivo di un giovane per l’Eucaristia ci fa sperare che, anche nell’attuale società secolarizzata, Dio può sempre bussare al cuore di un giovane. Ringraziamo i genitori e le docenti che hanno collaborato con interesse a questo incontro informale e formativo per tutti gli allievi del nostro Istituto.

La Dirigente Scolastica

Suor Maria Distratis

Parole Chiave: news, suore compassioniste serve di maria, convegno

Pubblicato il 04 Novembre 2017 da La Redazione


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