Per tutto il mese di maggio alcuni amici hanno recitato il rosario nella grotta del “caprile” meta di tanti fedeli alla ricerca di un attimo di sacro raccoglimento intorno all’immagine della Madonna della Salvezza.
L’ultimo giovedì di maggio è stato un giorno particolare, prima il sacro impegno delle preghiere tanto care al beato Bartolo Longo recitate a tarda ora in un’atmosfera surreale, poi intorno ad un fuoco di bivacco a consumare carne arrostita su una brace di fortuna innaffiata da un ottimo vinello che non ha mai tolto lucidità ai partecipanti poi uno spettacolo pirotecnico ammirato anche a valle per festeggiare la chiusura del mese di maggio per incamminarsi poi alla volta, intorno alla mezzanotte, delle proprie abitazioni, decisi a raccontare con entusiasmo la bella serata trascorsa tra amici.
L’allegra brigata si è quindi avventurata nel buio più assoluto, rischiarato solo da piccole torce elettriche, per gli impervi sentieri dei monti Lattari. La serata comunque non era finita, riservava altre sorprese infatti tra una risata, un richiamo, una battuta e un attimo di silenzio, si è sentito un richiamo che ha squarciato le tenebre. Allertati dalle grida di disperazione e dalla richiesta di aiuto i più esperti del gruppo si sono lanciati alla ricerca dell’autore.
Alcuni minuti vissuti in suspence poi i coraggiosi amici hanno intercettato chi richiedeva aiuto dopo essersi persi tra i meandri dei sentieri. Quindi dal buio si materializzavano stavolta guidati dai nostri esperti amici, due persone uno giovane e l’altro più anziano con ancora negli occhi il terrore di dover passare al buio una nottata tra arbusti e tronchi senza un riparo.
Finiva bene un’avventura cominciata forse avventatamente da chi con scarsa conoscenza aveva voluto sfidare la montagna senza conoscerne i segreti; meno male che a tornare a casa c’era un gruppo di amici con ancora negli occhi i colori dei fuochi artificiali, il profumo della carne arrostita alla brace, la fede che li ha avvicinati anche se per poco al rito mariano.