Non smette di far parlare di sé la multiservizi cittadina. Infatti, potrebbe verificarsi una situazione paradossale all’interno dell’azienda municipalizzata Angri Eco Sevizi. Indiscrezioni da verificare, e trapelate nei giorni scorsi, avrebbero portato alla luce la notizia secondo cui potrebbero esistere due consigli di amministrazione all’interno dell’azienda di via Stabia. Ciò non inficerebbe la legittimità del nuovo cda, ma evidenzierebbe una forte anomalia. Sia il presidente del vecchio cda Michele Avagnano, che i consiglieri non avrebbero mai ricevuto un atto ufficiale di revoca del mandato da parte di Palazzo Doria.
Dal canto loro essi non avrebbero mai presentato le dimissioni dall’incarico ricevuto. Analogo discorso per il direttore generale Pierfedrico De Filippis, sostituito da Domenico Novi. La nomina del nuovo cda presieduto da Francesco Galasso sarebbe nel pieno delle sue funzioni, ma resterebbe da verificare la posizione in seno all’azienda del precedente vertice. L’Ente, infatti, non avrebbe prodotto alcun atto amministrativo attraverso cui ufficializzare la revoca del mandato nei confronti del precedente organigramma.
Paradossalmente l’AES potrebbe essere guidata da due cda. Palazzo Doria avrebbe dovuto cioè notificare in maniera scritta la revoca degli incarichi con un successivo atto di scioglimento del vecchio cda. Potrebbe anche non esserci un automatismo di revoca del mandato legato alle nuove nomine. Una eventualità che l’ufficio legale del Comune e la giunta guidata dal sindaco Gianpaolo Mazzola (CdL) dovranno seguire con attenzione. Le nuove nomine sono state effettuate agli inizi del mese di agosto nel tentativo di garantire un ricambio fisiologico al vertice della municipalizzta. L’AES fu creata diversi anni fa durante la gestione dell’ex sindaco Umberto Postiglione per dare una risposta occupazionale a 50 lavoratori socialmente utili e dovrebbe occuparsi di tutto il ciclo dell’igiene urbana. L’azienda è ad intero capitale pubblico, ovvero di proprietà comunale.
Verserebbe in difficili condizioni economiche. All’appello mancherebbero milioni di euro, parte dei quali derivanti dai canoni che Palazzo Doria deve versare nelle casse aziendali secondo quanto stabilito dall’attuale convenzione. Miliardi di vecchie lire che difficilmente potranno affluire alla multiservizi data la cronica carenza di liquidità del Comune.
L’azienda in sostanza non riuscirebbe a camminare sulle proprie gambe anche a causa degli scarsi introiti derivanti dalle attività di sua esclusiva competenza. A ciò si aggiungerebbero elevati costi di gestione che avrebbero aggravato ancor di più la sua situazione economica. In primo luogo il crescente costo per il conferimento dei rifiuti in discarica, ma anche l’adeguamento contrattuale dei lavoratori ed il costo di manutenzione dei mezzi in dotazione. Ora un’ altra anomalia potrebbe caratterizzare l’esistenza dell’AES, sebbene il Comune potrebbe nei prossimi giorni fare chiarezza sulla vicenda.