"IL FEDERALISMO FISCALE, UN'OPPORTUNITA' PER IL SUD"
L'intervento del senatore Esposito (PDL) sul DPEF in discussione alle Camere.
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Riceviamo e pubblichiamo integralmente l'intervento del senatore Giuseppe Esposito in merito al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria in cui il governo inizia a delineare le prime misure in tema di federalismo fiscale. Il senatore del Pdl, Giuseppe Esposito, ha dichiarato: “Con il DPEF e i suoi collegati si prepara il terreno al federalismo fiscale. Una sfida, questa, che porterà il Mezzogiorno ad assumere un ruolo di primo piano nel nostro Paese, grazie anche all’intervento della Banca del Sud, importante strumento operativo territoriale."
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Ma per trovare un’Italia pronta al federalismo fiscale, sarà necessario effettuare dei tagli a inutili sovrastrutture dello Stato. Con l’art. 26 del DL 112 abbiamo iniziato a cambiare il volto del nostro Paese. Ora dobbiamo continuare su questa strada e pensare, per esempio, ad accorpare le funzioni dei Comuni al di sotto dei 5000 abitanti, in modo da offrire migliori servizi ai cittadini.”
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L'INTERVENTO AL SENATO.Signor Presidente, Signori del Governo, Colleghe e Colleghi,
Il dibattito di oggi sul DPEF è anche l'occasione per una prima verifica parlamentare, di ciò, che questa maggioranza aveva indicato come prioritario per lo sviluppo dell'Italia.
In sintesi un piano di azione che aggredisce, in maniera nuova e definitiva, i mali endemici e di organizzazione dello stato tenendo conto della crisi mondiale sia petrolifera, che alimentare, che della stessa supervalutazione dell'euro.
Una stretegia che vede questa maggioranza impegnata su obiettivi
di riduzione dei costi dello stato,
di un piano industriale per la pubblica amministrazione,
della riduzione del peso burocratico
e per ultimo, ma non ultimo, interventi a favore dello sviluppo economico in combinazione con le imprese e le parti sociali.
In questi primi 60 giorni della legislatura abbiamo già dato un grande impulso con strumenti legislativi presentati quali ICI, RIFIUTI, potere d'acquisto, sicurezza e con il decreto 112 - sullo sviluppo, che fanno parte integrante del DPEF.
Con la nostra idea di sviluppo daremo all'Italia ulteriore slancio per uscire dalla situazione di anestesia in cui il governo precedente l'aveva ridotta.
Alcune delle misure da noi indicate nel DPEF e ne suoi collegati sono state tentate anche dalla sinistra nello scorso governo e tutti in quest'aula e nel paese sanno che alla fine sono stati archiaviate per sfinimento.
A chi, in questi giorni, tenta di criticare con vecchie logiche di mercato, o di consuetudine alla finanziaria e DPEF come sportello per trattative, rammento che quel sistema noi del PDL lo riteniamo chiuso, il vecchio modo di misurarsi ha degenerato sia conti complessivi dello stato che la stessa vita dei cittadini.
Questo nuovo modo di agire del PDL del Governo Berlusconi e di Tremonti è innovativo sia nel metodo che nella sostanza.
Si può tradurre in meno costi, più libertà, più sviluppo.
Con capitoli ad alto tasso riformista, come il nucleare, il rilancio delle liberalizzazioni dei servizi locali, le scelte di flex-security, il job-call e l'addio al salario uguale per tutti ed il posto per tutti anche se non si lavora.
Con queste norme l'Italia diventa "più amichevole" verso chi investe economicamente ed in cultura sia esso italiano che straniero.
Il DPEF e suoi collegati, danno l'impronta alla legislatura e con questo si prepara il terreno al federalismo fiscale. Con l'emanazione, entro poche settimane, di due DL sul federalismo fiscale e sul codice delle autonomie.
Modifiche che formeranno una Italia federalista e questa sarà la vera rivoluzione "copernicana" del bilancio dello stato e dei cittadini dei nostri comuni.
Una attenzione ai bisogni primari togliendo moltiplicatori ai capitali o rendite finanziarie e aumentando gli investimenti sugli uomini, sulle idee, sulla produzione.
Un federalismo con le tasse in loco, con il controllo sulle spese e sulle entrate, con un livello dei servizi misurabile e commisurato al gettito; con meno intermediazioni e senza extra gettiti politici.
Una sfida, quella del federalismo fiscale, che porterà il Sud a giocare un ruolo di primo piano, coordinato con l'intervento della banca del Sud, strumento operativo territoriale e di una fiscalità di vantaggio su cui lavorare.
Ritengo che il SUD possa essere il maggior beneficiario del federalismo fiscale e che porterà ad un vero capovolgimento delle posizioni di rendita fin qui tenute.
Gli enti locali avranno più libertà, più sicurezza, e assicureranno una quantità ed una qualità dei servizi per i cittadini migliore. Essi diventeranno parte attiva delle decisioni e delle scelte con il controllo sugli stessi amministratori.
Mi avvio a concludere questo breve intervento ricordando che per trovare un'Italia pronta al federalismo fiscale dovremo fare dei tagli a sovrastrutture inutili dello stato.
Con l'art. 26 del DL 112 abbiamo già dato inizio a cambiare il volto e dobbiamo continuare, tagliando Provincie, le Comunità Montane, Consorzi e tutto ciò che è stato creato per dare, non servizi, ma rendite di posizione sia politica che economica.
Inoltre dovremmo pensare per i Comuni sotto i 5000 abitanti di accorpare e razionalizzare le funzioni tra più Comuni per zone omogenee ed in questo modo daremo servizi migliori agli abitanti e avremo disponibilità in loco per aumentare l'attenzione dello stato e della PA verso i cittadini.
Concludo dicendo onorevoli colleghi ora c'è la possibilità di cambiare l'Italia.
Un vero e costruttivo dialogo, un vero confronto tra di noi, porterà risultati dai quali il paese ha solo da guadagnare.
Grazie
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Angri.info-Punto Info, Quotidiano Online. Aut.Trib. Nocera Inferiore N. 11/07 del 25/09/2007. Dir.Resp. A. Santaniello
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