La notizia pubblicata da Il Mattino nell’edizione di oggi, relativa alla cessione di ben quattordici figli - da parte di due coniugi angresi – ad altrettante famiglie che li hanno poi allevato e cresciuti separatamente, ha destato notevole scalpore. Caterina Annarumma e Nicola Stanzione, attualmente anziani pensionati, sono balzati agli onori della cronaca per una storia umana che ha dell’incredibile.
Caterina Annarumma (da Il Mattino)
Il tutto è incominciato con la ricerca “appassionata” della propria famiglia d’origine da parte di una giovane, Marina D’Esposito, 34 anni, cresciuta a Torre Del Greco. Rintracciati i genitori naturali, appunto i coniugi Stanzione, la signora D’Esposito ha scoperto una verità ancora più amara: oltre a lei, man mano che venivano messi al mondo dalla madre, erano stati ceduti a famiglie che non potevano avere figli, altri tredici fratelli tra cui due gemelli. Ognuno è cresciuto senza sapere dell’esistenza degli altri.
Grazie all’aiuto dei carabinieri del Comando di Nocera Inferiore, la ragazza , assieme all’unico fratello rimasto con i genitori, è riuscita a rintracciare tutti. Ormai adulti, vivono sparsi un po’ in tutta la Campania, ma anche a Roma , Pistoia e in Sicilia.
L’anziana signora Caterina, oggi 70enne, si è difesa con l’unica giustificazione possibile: le sue condizioni economiche non le consentivano di poter crescere i suoi figli per cui – senza ricevere alcun compenso (è la versione della donna), con la complicità di una levatrice ormai deceduta, aveva consentito che fossero “ceduti” ad altre famiglie.