Trenta anni fa un infarto stroncava all'età di 55 anni la vita del sindaco di Angri, Giovanni Alfano. Il «Sindaco del fare», dopo un decennio di governo dai brillanti risultati, concludeva la sua esistenza terrena la mattina del 22 febbraio 1980, ma di lui restano ancor oggi tracce visibili sia nel centro (la riqualificazione di Piazza Annunziata e la sistemazione dell'arredo urbano in diverse strade e piazze), che in periferia (l'ideazione degli alloggi popolari nel Rione 167 "Alfano" e la stazione sperimentale per le conserve alimentari di via Nazionale).
Eletto sindaco il 30 settembre 1970 dopo una lunga militanza nella Dc, di cui è stato segretario e consigliere comunale, sul fronte politico Alfano è stato precursore dell'apertura della Dc locale al Psi, rompendo l'egemonia del monocolore.
Da sindaco, memorabili le sue battaglie nelle sedi istituzionali per la salvaguardia e l'incremento dei «posti di lavoro» dei suoi concittadini, ma è ricordato anche per l'efficiente riorganizzazione degli uffici comunali nel Palazzo Doria.
«Dopo trent'anni, la politica come servizio cerca ancora un suo successore - ammette amareggiato Emilio Vanacore, firma storica del Mattino ed ex componente del direttivo locale Dc - ma si è preferito non promuovere alcuna iniziativa commemorativa onde evitare strumentalizzazioni».