Tengono ancora banco le vicende le gate alla multiservizi cittadina Angri Eco Servizi. Le recenti dimissioni di Peppino Ferraioli da membro del consiglio di amministrazione, presieduto da Francesco Galasso, hanno riacceso i riflettori sulla struttura di via Stabia.
L’azienda è ad intero capitale pubblico ed è finanziata attraverso un canone direttamente dal Comune. Durante l’ultima assise è stata rinnovata la convenzione che lega la municipalizzata a Palazzo Doria. Stanziati a suo favore circa sei miliardi di vecchie lire. Ad esprimersi in merito alle dimissioni dal cda di Ferraioli, presidente del circolo cittadino di An, è Antonio Squillante, vicesindaco, assessore alle finanze e portavoce cittadino del partito di Fini.
“Il presidente Ferraioli ha assunto un atteggiamento di responsabilità e ha manifestato il non attaccamento alla poltrona dal momento che già nel recente passato si sono manifestate frizioni notevoli tra il sindaco, il consiglio di amministrazione e la direzione dell’azienda. Il quadro di non linearità delle posizioni e degli intenti ha prodotto la scelta formalizzata da Ferraioli. Non si può andare avanti in maniera serena se non si hanno obiettivi comuni e metodologie di lavoro condivise”, ha esordito.
Per ora An non avanzerà nessun altro nome. “L’obiettivo dell’amministrazione comunale e quindi anche il nostro, visto che ne facciamo parte, è di rilanciare la municipalizzata. Non vogliamo occupare posizioni e ruoli senza poter incidere sostanzialmente sulle cose. Per ora non avanzeremo nessun nome in sostituzione di Ferraioli, considerato che non ci interessano le poltrone, ma fatti concreti”, ha dichiarato.
A dire del vicesindaco sarebbe giunto il momento di fare chiarezza su quanto sta avvenendo prima di procedere con il rilancio della struttura. “Occorre al più presto che si faccia chiarezza su cosa sta avvenendo. E’ nell’interesse di tutti capire per migliorare senza commettere gli errori del passato. Non si può continuare a far finta che i problemi non ci siano. Se ci sono criticità è ora che vengano fatte emergere nell’interesse dell’azienda e quindi della città ”, ha continuato.
Sullo sfondo anche la recente bagarre avvenuta durante l’ultimo consiglio comunale con la minaccia di inviare gli atti alla Procura della Repubblica. A scatenare l’opposizione la presenza in azienda di un tale Roberto Rainoldi risultante dalla lettura di un verbale, ma formalmente estraneo alla struttura. Da qui anche la richiesta dell’opposizione per lo svolgimento di un consiglio comunale ad hoc. In sostanza i sei consiglieri di centrosinistra intendono capire a che titolo soggetti estranei all’azienda presenziano ai lavori della stessa e con quale ruolo. Intanto, indiscrezioni avrebbero fatto trapelare la notizia di ulteriori dimissioni dal cda. Questa volta a lasciare potrebbe essere Carlo Semioli, area Udc.