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" E' mancata la volontà politica di affrontare in modo logico il problema, e il provvedimento non ha giovato a nessuno se non a qualche privato." Il Comitato per i Diritti dell'Infanzia spiega i motivi del proprio intervento in consiglio comunale sulla questione asilo nido
Salve,
alla luce di ciò che è accaduto il giorno 9 ottobre 2007 in sede consiliare , in qualità di Comitato Diritti dell'Infanzia ci sentiamo in dovere di fare alcuni chiarimenti sulla nostra posizione e lo scopo del nostro intervento nel corso del consiglio stesso.
Ci teniamo a sottolineare che la nostra è una voce libera e indipendente, abbiamo sentito l'esigenza di costituirci comitato perchè come singoli cittadini non siamo stati ascoltati dai nostri amministratori.
Dopo le prime lamentele per i criteri e le modalità adottate dall'amministrazione,da genitori abbiamo posto una solo e semplice domanda:"Come avete intenzione di sopperire al disagio creato alle famiglia dei bambini più piccoli che per età(dai tre mesi ai 20 mesi) sono tagliati fuori dal circuito scolastico?"
Avevamo proposto l'istituzione di una sezione di "micronido" che potesse accogliere i piccoli,utilizzare il personale cui il comune già paga gli stipendi, in strutture alternative presenti sul territorio comunale, bastavano una o due aule di una scuola dell'infanzia, ci siamo proposte in aiuto per la organizzazione degli spazi, trasferendo fasciatoi e suppellettili utili allo scopo, per proseguire con i lavori di risanamento e adeguamento, ma l'ipotesi non è stata neanche presa in considerazione.
Il progetto dell'Assessore alla P.I. è utile e necessario alla riqualificazione del servizio asilo, noi genitori abbiamo appoggiato sin dall'inizio la causa,ma non sacrificandoci a questo modo.
Il problema poteva essere affrontato in modo diverso e la causa della bocciatura del piano da parte dell'opposizione è solo una conseguenza delle modalità scelte che non hanno tenuto conto del fatto che il nido comunale è prima di tutto un servizio educativo e sociale di sostegno alle famiglie, non deve necessariamente portare guadagno alle casse del comune, e se fino ad oggi non è stato gestito ,dal punto di vista economico, basta fare la strada a ritroso e scovare le magagne, ma ci chiediamo perchè per l'incompetenza o l'incapacità di qualcuno dobbiamo subire noi che tra le altre cose abbiamo contribuito anche economicamente?
Ci teniamo a chiarire che il tono, a tratti ironico del nostro intervento, non ha voluto sminuire l'intento dell'Assessore alla P.I. ma è stato un modo sicuramente provocatorio per rispondere a quanto detto dallo stesso in riferimento alla possibilità di stipulare convenzioni con le strutture private per accogliere i lattanti.
Il comune avrebbe chiesto agli asili privati, la garanzia di ospitare i piccoli in strutture adatte dal punto di vista logistico e l'integrazione dell'offerta formativa con l'insegnamento della lingua inglese e dell'alfabetizzazione informatica per un utenza di bambini che, a quell'età, avrebbero bisogno di altro.
E' mancata la volontà politica di affrontare in modo logico il problema, e il provvedimento non ha giovato a nessuno se non a qualche privato.
Il progetto pedagogico che l'amministrazione vorrebbe attuare prevede l'istituzione di classi primavere che accolgono bambini di età compresa tra i 24 mesi e i 36, il nido scompare completamente negando la possibilità a tante donne di avviarsi al mondo del lavoro, questa la chiamate evoluzione sociale, culturale civile di un Paese occidentale nel terzo millennio?
Siamo aperti al dialogo siamo pronti a collaborare con le istituzioni nulla è perduto crediamo sia possibile costruire un progetto che possa rispondere alle esigenze di tutti.
Grazie per la cortese attenzione e lo spazio che ci avete concesso.