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Bartolo D’Antonio all’attacco di Umberto Postiglione. “Per colpa sua le ex cotoniere non sono state acquistate dal Comune. Tutta la città sta pagando per quella scelta sbagliata. " Umberto Postiglione risponde a D’Antonio: sono tutte sciocchezze, per i debiti poi, la colpa è di La Mura.
Il Presidente dell’Anci regionale torna a parlare, in un’intervista televisiva, della mancata acquisizione da parte del Comune di Angri dei fabbricati e dei suoli delle manifatture cotoniere meridionali, nonostante ci fossero in soldi in cassa per fare l’operazione.
"Nel 1994/1995 c’erano 19 miliardi e mezzo di lire nelle casse comunali. – ha dichiarato D’Antonio - Il sig. Antonino Russo diede la sua disponibilità a rivendere al Comune di Angri, per la stessa cifra che aveva pagato, circa quattro miliardi di lire, l’opificio dismesso. L’ottusità del sindaco di allora (Umberto Postiglione n.d.r.) ha impedito che un’area così importante per lo sviluppo del paese fosse acquisita al patrimonio comunale. Oggi ci ritroviamo con i camion in mezzo alle strade, senza parcheggi, senza aree attrezzate per il mercato settimanale, senza un centro servizi, un auditorium e spazi per i giovani."
Ma l’ex sindaco D’Antonio va giù forte anche sulla gestione contabile fatta negli ultimi anni: “Progressivamente dai 19 miliardi di attivo siamo passati ad un indebitamento esagerato tanto da arrivare a 56 milioni di euro, circa 135 miliardi di lire, da pagare ai creditori cioè di spese fatte, a fronte di ipotetici residui attivi per la bellezza di 67 milioni che il Comune dovrebbe avere dai suoi cittadini. Sono dati che fanno rabbrividire e sui quali i responsabili devono esserne chiamati a risponderne. Hanno utilizzato perfino i fondi della 219. Tra poco tempo non si riuscirà nemmeno più a pagare gli stipendi ai dipendenti.”
Chiamato direttamente in causa da D’Antonio, Umberto Postiglione non ci sta a passare per quello che ha “rovinato” il Comune di Angri e scarica gran parte delle responsabilità dell’attuale situazione finanziaria sul suo successore, Giuseppe La Mura, reo –a suo dire- di non aver minimamente seguito i suoi consigli per il recupero dei tributi evasi (messa a ruolo, perseguimento degli evasori, etc..).
L’ex sindaco non accetta neanche la responsabilità politica per aver messo La Mura alla guida di Palazzo Doria. In un’improvvisato dibattito nella sede di Teleangri con il capogruppo alla Regione on. Pasquale Marrazzo (Udc) Umberto Postiglione ha così giudicato l’operato di La Mura: “Dal primo giorno del suo mandato ha sempre voluto fare di testa sua e i risultati sono questi, per cui non mi sento minimamente in colpa per quanto è successo.” Per sgombrare il campo da ogni equivoco ha poi categoricamente smentito una sua candidatura a sindaco nella prossima competizione elettorale.
Mentre si intravedono le prime fiamme di quella che sarà un’infuocata campagna elettorale, a circa venti giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle liste dei candidati alla carica di sindaco e al consiglio comunale c’è da registrare soltanto l’abbandono di Giuseppe Chiavazzo, per “motivi professionali” essendo impegnato a breve in trasferte all’estero per conto dell’Alenia, la società napoletana dove l’ex primo cittadino lavora da anni.
Con la rinuncia di Giuseppe Chiavazzo tramonta anche l’idea di fare una grande coalizione trasversale senza simboli di partiti?
Staremo a vedere.