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Lettere al direttore
Catello Palumbo: “Apriamo un dibattito sul futuro della città di Angri”

Pubblicato da: La Redazione il 15 gennaio 2010

Caro Direttore,
ci stiamo avvicinando a grandi passi verso la scelta del prossimo Sindaco di Angri e del Consiglio comunale ed è giusto e doveroso schierarsi con chi rappresenta valori e ideali che più sono vicini al proprio idem sentire.


Una testata giornalistica come la tua, che fa opinione, è giusto che rappresenti le necessità di una comunità, quale quella angrese, che vive, oltre al disagio di una crisi economica acuta, le ulteriori necessità di una offerta scadente di servizi pubblici, conseguenza di una cattiva programmazione la cui responsabilità, per intero, ricade sull’organizzazione della macchina comunale e degli attuali Dirigenti delle Unità Organizzative Complesse.

Ricordo ancora la polemica a inizio mandato dell’Amministrazione Mazzola sulla questione dei dipendenti del Comune e devo constatare, a distanza di mesi, che in città si creò un consenso spontaneo che dava forza all’azione intrapresa dall’amministrazione intesa più che altro a favorire una migliore organizzazione comunale per offrire servizi migliori.

Allo stesso tempo però, fummo bersaglio della maggioranza interna della Rappresentanza sindacale Unitaria (l’organismo sindacale interno del Comune che rappresenta i diritti e i doveri dei lavoratori comunali) che arrivò al punto di tappezzare i corridoi del Comune con manifestini fotocopiati contro l’Amministrazione. Io non voglio prendere le difese di nessuno; mi si dirà che di quella amministrazione ne ero parte integrante; ok; ma la questione, allora sollevata, era e rimane legittima da affrontare per la sfida del futuro.

Ricordo (solo per la cronaca) il rifiuto categorico dei dipendenti di non sostare le autovetture all’interno del comune; non ci fu verso per cambiare le cose; direbbe qualcuno: la debolezza di un’Amministrazione; certamente ma anche il ricatto e l’ostracismo dei dipendenti e la scarsa consapevolezza che liberando da macchine l’interno del comune, si dava un’immagine di correttezza civile e di esempio per la città.
E’ arrivato il Commissario e tutto d’in colpo sono scomparse le auto in sosta all’interno del Comune, i manifestini della RSU appesi ai corridoio e con buona pace di tutti non trapela dall’interno del palazzo una minima polemica o un minimo dissidio su quelli che ricordo ancora erano i cavalli di battaglia della RSU: le posizioni di Staff, il salario accessorio, i Buoni Pasto e tutto ciò che ha a che fare con gli interessi personali dei dipendenti senza che si tenga minimamente conto, come invece accade in altre realtà, che la concertazione che vede coinvolta una RSU in una trattativa sindacale non può e non deve tenere solo conto gli interessi dei singoli dipendenti, bensì l’interesse dei singoli che sono parte integrante di un’organizzazione la cui missione è soddisfare interessi collettivi della cittadinanza.

E poi un’ultima cosa, Caro Direttore; ma veramente il Ponte di via Fontana è diventato nel dibattito politico di oggi la questione delle questioni ? Vogliamo prendere coscienza che i grandi temi da affrontare saranno ben altri e di difficile risoluzione? Quale classe dirigente si appresta oggi a fare il suo ingresso in politica ed in ultimo con quali capacità ci si appresta ad affrontare i grandi temi del futuro?
Ma ci siamo resi conto che l’agenda della prossima amministrazione deve affrontare argomenti più importanti per risollevare le sorti di una Città che versa in una grave crisi economica percepita da tutti, da artigiani, commercianti, impiegati, imprenditori e liberi professionisti, dagli anziani e dai giovani per il loro incerto futuro ?
Senza un Ente comunale che agisce da propulsore per l’iniziativa economica o come si dice nei manuali di economia da volano dell’economia il ciclo economico rischia di collassate oltremodo. I temi da affrontare sono altri e di ben altra natura: la crisi finanziaria del Comune, la qualità dell’offerta dei servizi pubblici, il cambio di rotta nell’organizzazione dei Lavori pubblici il cui ufficio, in un Comune come il nostro di 30000 abitanti non può e non deve certamente essere gestito da un solo ingegnere e da un solo geometra.
Vogliamo affrontare seriamente il dibattito su queste questioni e farci dire da chi si presenta alle prossime elezioni con quali strumenti e quali uomini sono capaci di affrontare i grandi temi che riguardano il futuro della Città di Angri?

Con affetto
Catello Palumbo




Parole chiave: Angri , Politica , dibattito , verso le elezioni




COMMENTI DEGLI UTENTI ALLA NOTIZIA

Postato da: alchemy il 19-01-2010
Un altro dibattito?
Sig. Palumbo non crede che, negli ultimi 15 anni di CHIACCHIERE se ne sono fatte già troppe in questa "città"?







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