Mentre nel centro-destra la candidatura di Gianpaolo Mazzola diventa sempre più forte, il centro-sinistra si frantuma. Nelle riunioni intercorse ieri sera, DS e Margherita hanno deciso di portare al tavolo provinciale due nomi diversi, rispettivamente Francesco Bonaventura e Rosario Capone.
I passi indietro e i passi avanti annunciati in questi giorni dai diversi esponenti e segretari di sezione si sono alla fine rivelati per quello che erano: i passi di una danza sciamanica, volta a nascondere la realtà e ad offuscare le reali intenzioni dei partiti. Intenzioni che, ad una analisi più approfondita, restano nonostante tutto abbastanza chiare.
E’ ormai opinione comune infatti che le candidature di Capone e Bonaventura saranno probabilmente sacrificate sul tavolo delle trattative. Ma per far posto a chi? I nomi più gettonati sarebbero a questo proposito quelli di Gina Fusco e di Umberto Postiglione. In realtà appare sensato immaginare che, vista la giovane età, la Fusco possa cedere la candidatura alla Margherita, ottenendone in cambio (con garanzia da Salerno) la poltrona di Segretaria del nascente Partito Democratico.
Una scelta che attiene agli equilibri di potere cittadini e provinciali, ma che potrebbe risultare depotenziata dalla sua stessa logica. Un candidato sindaco giovane e, soprattutto, donna potrebbe infatti consentire ai due partiti di centro-sinistra un decisivo cambio di immagine, e raccogliere i consensi di chi è palesemente stanco di una pre-campagna elettorale caratterizzata da toni personalistici e da un dibattito la cui levatura è quella di un nano.
Pasquale Mauri, intanto, va dritto per la sua strada e se appare certo ormai che dovrà convivere con la spina nel fianco di Marcello Ferrara, riesce d’altro canto a coalizzare intorno a sé altri pezzi e pezzetti del centro-sinistra: SDI, Radicali e Italia dei Valori.