Bufera a Palazzo di Città. Alla revoca dell’incarico di vicesindaco e di assessore ad Antonio Squillante (An) da parte del sindaco Gianpaolo Mazzola si sono aggiunte anche le dimissione da parte dell’assessore Armando Lanzione che aveva la delega alla politiche sociali. Il quadro risulta essere sempre più confuso e frammentato. Una situazione che riproduce quanto avvenuto meno di un anno fa. Si è aperta, quindi, ufficialmente la crisi politica.
La sfiducia nei confronti di Squillante sarebbe maturata a seguito delle decisioni in merito alle candidature per le prossime elezioni provinciali, sebbene il sindaco abbia smentito questo aspetto.
In particolare l’elemento che avrebbe fatto incrinare i rapporti già tesi risiederebbe nella candidatura del consigliere comunale Gianluca Giordano, cosa non gradita la primo cittadino anch’egli candidato. Da qui la revoca del mandato a Squillate ritenuto artefice della candidatura di Giordano per ridimensionare quella del sindaco. Ad esprimersi in merito è stato proprio l’ex vicesindaco. “Ho appreso che il sindaco mi ha nuovamente tolto le deleghe. Ciò mi è stato ufficialmente comunicato. Si tratta esclusivamente di una ritorsione politica, una cosa molto grave che non fa bene né al centrodestra, né alla città”, ha esordito.
La crisi in atto se non risolta all’interno del Consiglio comunale potrebbe anche sfociare in azioni tese a rimettere in discussione l’attuale compagine di governo. “Dispiace assistere a questi comportamenti ad appena tre mesi dalle elezioni. Ciò soltanto perché il sindaco non ha gradito la candidatura di un consigliere comunale. Candidatura discussa ed avallata sia alla presenza degli organi provinciali che del nostro candidato presidente Edmondo Cirielli. Nessun veto è stato posto alla presenza nelle liste di Giordano. Purtroppo questo atteggiamento del sindaco evidenzia uno scarso senso di responsabilità ed una visione della politica e delle istituzioni che lascia riflettere”, ha continuato.
In merito alla durata dell’attuale governo l’ex vicesindaco avanza perplessità. “Non penso abbia molto senso continuare così. I cittadini sono stufi di assistere a questi comportamenti che non giudicano positivamente. Ognuno si assuma le proprie responsabilità di fronte all’elettorato. Ho saputo che anche i referenti provinciali di An e Forza Italia si sono detti rammaricati per quanto avvenuto. Ora bisognerà capire in che modo muoversi per fare definitivamente chiarezza”, ha concluso. Intanto si attendono le mosse degli altri partiti presenti nell’assise cittadina. In particolare quelle della folta pattuglia degli esponenti dell’UdC, che per ora sembrerebbero escludere azioni tese a disarcionare attraverso il voto di sfiducia il primo cittadino lasciando che la crisi in cui versa il centrodestra imploda in maniera irreversibile. Una defenestrazione che potrà avvenire solo con i voti degli altri esponenti in forza al PdL, la maggior parte dei quali non parrebbero sedotti dall’idea di perdere la propria poltrona conquistata circa due anni fa, anche alla luce dei numerosi cambi di casacca a partita in corso.