Si è dimesso il consiglio di amministrazione dell’azienda comunale Angri Eco Servizi. Nella mattinata di ieri i tre componenti del cda Francesco Galasso, Ernesto Villani e Massimo Bove hanno inderogabilmente rassegnato le proprie dimissioni. La decisone è stata formalizzata a seguito dell’ultima riunione del cda, svoltasi mercoledì sera.
Indiscrezioni però circolavano da giorni. Questo ulteriore episodio confermerebbe il fatto che l’azienda speciale ad intero capitale pubblico sta attraversando una fase molto delicata della sua esistenza. Sono bastati otto mesi per far gettare la spugna al presidente Galasso ed agli altri componenti del cda. Ciò a causa della distanza tra l’organo deliberante, il sindaco Gianpaolo Mazzola ed il direttore generale Domenico Novi. L’elemento che ha fatto rompere gli indugi è da ricondurre all’approvazione di un bando per l’acquisto di tredici automezzi per una valore a base d’asta di ottocentomila euro, regolarmente pubblicato su un organo ufficiale. A parere del cda il bando è illegittimo in quanto sarebbe stato violato espressamente l’art. 14 dello statuto aziendale, nella parte in cui è scritto che le delibere in merito alle “politiche degli acquisti e delle forniture” sono di sua esclusiva competenza.
Nel caso specifico invece è stato il direttore generale Domenico Novi ad aver indetto la gara, così come riportato in una nota del sindaco inviata ai componenti del cda. Anche alla luce di questo episodio, che di fatto ha esautorato l’organo aziendale, è maturata la decisone.
Quanto avvenuto, infatti, avrebbe messo in discussione il ruolo e le funzioni del cda minando il rapporto fiduciario che dovrebbe esistere con l’amministrazione comunale. Con la scelta compiuta il cda ha voluto rimarcare la distanza dalle scelte operate da Palazzo di Città. Durante l’ultimo consiglio comunale l’amministrazione ha anche avanzato una ipotesi di commissariamento.
Dalla data dell’insediamento inoltre i componenti del cda non hanno ricevuto ancora alcun compenso. L’AES, costituita diversi anni fa durante la gestione dell’ex sindaco Umberto Postiglione, beneficerà per l’anno in corso di circa sei miliardi di vecchie lire. A tanto ammonta il canone che Palazzo Doria ha preventivato a suo favore. Una cifra elevata che evidenzierebbe la difficoltà per la strutture di via Stabia di camminare sulle proprie gambe. Il Comune e l’azienda sono legate da una convenzione caratterizzata da un rapporto di prestazioni e controprestazioni. Cioè da un lato il Comune eroga il denaro, dall’altro l’AES dovrebbe assolvere ai propri compiti statutari. La multiservizi dovrebbe essere impegnata in tutto il ciclo dell’igiene urbana, non solo nello spazzamento delle strade e nel ritiro dei rifiuti.