Operazione trasparenza al Comune di Angri, ancora disattesa la legge Alcuni dirigenti non hanno ancora pubblicato on line il proprio curriculum vitae, nonostante il preciso obbligo cui sono tenuti. Qual è il motivo?
Operazione Trasparenza : alcuni dirigenti comunali risultano essere inadempienti. E’ quanto si apprende consultando il sito internet del Comune. Una nuova tegola, quindi, potrebbe abbattersi su Palazzo di Città. Alcuni dirigenti non hanno infatti pubblicato il proprio “curriculum vitae” disattendendo un preciso obbligo previsto dalla legge n.69 del 18 giugno del 2009.
La normativa impone infatti ai capi settore di pubblicare on line, oltre che le proprie retribuzioni annue, anche i propri c.v. in ossequio alla cosiddetta “operazione trasparenza” avviata dal Ministero per la Funzione Pubblica retto da Renato Brunetta. Non una facoltà discrezionale, quindi, ma un preciso obbligo di legge così come chiarito anche dalla circolare n. 5 del 12 dicembre scorso. Già nel recente passato l’amministrazione si era mostrata “distratta” sanando soltanto a posteriori le proprie dimenticanze ed a seguito di un intervento diretto da parte del competente dicastero che potrebbe nuovamente tornare sull’argomento.
Infatti, a risultare inadempienti sono alcuni dirigenti posti a capo di diversi comparti dell’amministrazione. Ecco di seguito l’elenco di quelli che non hanno ancora provveduto ad inserire i propri curriculum risultando inadempienti : Giuseppe Bonino, capo settore programmazione e risorse, Benedetto D’Ambrosio, capo settore lavori pubblici, Pasquale Pisanti, capo settore promozione socio-culturale.. Si sono invece uniformati alla legge sulla trasparenza gli altri dirigenti : Paola Pucci, segretario generale, Angela Marciano, capo settore affari generali, Vincenzo Ferraioli, capo settore urbanistica.
Una situazione che ora potrebbe essere attenzionata dal commissario straordinario del Comune Bruno Pezzuto che potrebbe richiamare all’ordine i dirigenti distratti. La mancata pubblicazione dei curriculum non comporta delle sanzioni a carico degli inadempienti, ma è previsto il “divieto di erogazione della retribuzione di risultato ai dirigenti preposti agli uffici coinvolti”.
In sostanza potrebbero non essere erogate somme di denaro a favore di quei capi settore che non hanno ottemperato a questo preciso obbligo di legge. Un rischio a cui molti sono esposti. La circolare ministeriale n. 5 indica anche le modalità a cui i dirigenti devono attenersi per pubblicare i propri curriculum, una guida per facilitare il compito ottemperando ad un preciso obbligo di legge. Ora, occorrerà verificare se i capi settore inadempienti provvederanno ad uniformarsi a quanto già fatto dai propri colleghi. Il rischio è la mancata retribuzione di risultato.