Egregio direttore,
ho appreso che l’amministrazione comunale cittadina avrebbe partorito un’altra decisione bovina. Mi sto chiaramente riferendo all’oscuramento dei siti e quotidiani di informazione locale on line.
Per ora non ho ancora maturato la decisone di segnalare l’episodio alla Prefettura ed al Ministero dell’Interno, ma mi riservo di farlo, portando all’attenzione del Prefetto Marchionne ed a quella del Ministro Maroni quanto sta avvenendo nel nostro Comune (e non mi riferisco solo a questo episodio). E poi qualche risata ce la faremo, con buona pace della “micro nomenklatura” di palazzo. Sappiamo che il periodo elettorale è “caldo” e che ci sono in atto manovre sotterranee nelle quali taluni viscidoni di Palazzo Doria sono maestri.
La scelta di oscurare i siti locali, non sappiamo se sia stata motivata e resa nota ai dipendenti in maniera scritta. Tutti i provvedimenti della pubblica amministrazione vanno assunti in maniera scritta, anche se adottati da un capo settore, chiunque esso sia anche se politicamente protetto (ma fine a quando?). Se così fosse è doveroso che questo provvedimento con le relative motivazioni venga reso pubblico sul sito del Comune. Altrimenti qualcuno potrebbe pensare che si sia trattato di una decisone che potrebbe configurare un reato : l’abuso in atti d’ufficio, sebbene compiuti sotto dettatura. Un po’ come fanno quelle scolarette occhialute e goffe che ubbidiscono sudaticce e sull’attenti all’entrata in classe del severo maestro.
Insomma, questa è proprio una scelta bovina senza volere offendere, sia chiaro, il cornuto animale dagli occhi spenti e dalla bocca perennemente semi chiusa. La cosa un po’ però, in qualità di cronista locale, mi inorgoglisce : c’è chi ha paura di noi e del nostro fare informazione senza indugi e riverenze, senza sconti e sotterfugi.
È giusto che durante l’orario di lavoro i dipendenti comunali non si distraggano “navigando” su internet, però vige una regola elementare che trova fondamento nell’equità e nel buon senso, elemento quest’ultimo (ahimè!!) sempre più assente. Insomma, cari burocrati di palazzo, o tutti o nessuno, non si usano due pesi e due misure : altrimenti il provvedimento adottato ha il sapore della mediocre e banale censura e del si salvi chi può.
Ci auguriamo che un bagliore di lucidità possa attraversare le menti ottenebrate di chi pensa di essere diventato il “deus ex machina”, mentre della “machina” non è neppure l’ultimo sgangherato cilindro. Vedremo e poi, con buona pace di tutti, agiremo. Come sempre a viso aperto e senza timori reverenziali.