Egregio direttore, giovedì 28 agosto, ho partecipato ad un incontro, insieme ai rappresentanti dell’Ascom ed alcuni colleghi commercianti, con l’Amministrazione in merito alla viabilità di Via Papa Giovanni XXIII. In questo consesso ho chiesto parola ed ho parlato ma l’assessore non ha ascoltato. Infatti, non ha arretrato di un centimetro la sua posizione ma ha ammesso che le modifiche sulla viabilità angrese non sono il frutto di studi perché non sono stati preceduti dal rilevamento di dati sulla quantità è qualità del traffico
Quindi il tutto, non è stato predisposto su un’analisi oggettiva dei dati ma è il frutto di un “ pensiero estemporaneo” ovvero di convinzioni personali dell’Assessore tra l’altro poco condivise dai suoi stessi collaboratori.
Sa, egregio direttore, perché non è stata fatta nessuna analisi dei flussi o fatti studi di impatto Ambientale?
Mancano i soldi! Ma il V.I.A. è obbligatorio per ogni nuova opera su strada. Come si fa a spendere soldi per una sperimentazione non confortata da dati reali quando ci sono altre cose ben più importanti ed urgenti da fare sulle strade angresi? L’Ingegnere tra l’altro ha detto, tra lo sconcerto generale, che Via Papa Giovanni XXIII sarà dotata oltre alle tre rotatorie, di spartitraffico, di pista ciclabile e di due corsie di marcia per i veicoli. Questa ahi noi, è una visione fuori dalla realtà, la strada non consente di fare questo.
Ora in virtù dell’incontro, chiediamo: la riqualificazione dell’intero quartiere a partire da Via Stabia, strada molto pericolosa non dotata di marciapiede ma percorsa da tanti studenti della media Don E.Smaldone. Chiediamo inoltre la creazione d’aree di sosta ma non per strada come proposto dall’assessore.
L’obiettivo di moderazione del traffico su Via Papa Giovanni si può ottenere anche con altro tipo d’intervento, ad esempio si può creare una Zona 30, con limite di velocità a 30 km/h, dotata di tante strisce pedonali con segnalazione luminosa, di nuova ed efficace segnaletica orizzontale e verticale e maggior controllo, volendo anche automatico. Le strisce pedonali, quasi inesistenti o “impalpabili” in questo paese, sono fatte in modo a dir poco “artigianale” e con materiali di scarsa qualità e soprattutto mai segnalate con opportuni accorgimenti agli automobilisti, e le strisce continue poi…sembrano quasi artistiche perché forse sono fatte a mano libera e tremante. Qualcuno forse non sa che ad Angri passa anche qualche forestiero che senz’altro sorriderà della nostra segnaletica orizzontale.
Via P. Giovanni, come ogni strada ha una propria pericolosità ed ha bisogno di qualche intervento, ma l’incrocio di Via Madonna delle Grazie storicamente non ha mai dato particolari problemi pur ritenendo che tutto può succedere. Purtroppo,sono certo che l’intervento predisposto dall’amministrazione in tal punto aumenterà senz’altro la pericolosità dell’area, l’incrocio diventerà particolarmente pericoloso per i pedoni.
Invece il traffico si riduce favorendo e garantendo una buona accessibilità proprio ai pedoni ed ai ciclisti, con l’abbattimento delle barriere architettoniche, la sicurezza e continuità dei percorsi pedonali e ciclabili. Non si può fare un intervento o una pista ciclabile qua o là.
Abbiamo ad Angri la necessità di migliorare la percezione dello spazio pubblico lungo le strade ed il senso d’appartenenza dei cittadini al proprio quartiere. Invece le rotatorie penalizzano e creano pericolosità proprio a questi utenti e poi non sono sempre efficaci, soprattutto in ambito urbano, ed in incroci con spazi non adeguati e con strade disomogenee tra loro e con forte traffico pesante. Poiché le rotatorie non sempre danno buoni risultati ed in virtù di questa incontrollata proliferazione di rotonde molte province hanno approntato linee guida per ottenere una buona progettazione delle stesse.
Ad Angri invece si progetta e si pensa come venti anni fa!