Finite le elezioni provinciali, il pensiero vola alle comunali del 2010 Trascorsa la pausa estiva occorrerà individuare candidati sindaci ed aggregazioni capaci non solo di vincere ma anche di governare per cinque anni
Egregio direttore,
non senza prima complimentarmi con la puntuale ed attendibile informazione fornita dal Suo quotidiano durante lo scrutinio (un lavoro veramente encomiabile), gradirei con il Suo permesso esprimere il mio punto di vista in merito alla competizione elettorale appena conclusasi.
Infatti, sebbene si respiri ancora nell’aria un’atmosfera dal sapore adrenalinico e si continuino a stappare bottiglie di spumante, la politica cittadina già sembra essere nuovamente in movimento.
Il pensiero (soprattutto di qualcuno) sin dal giorno dopo i risultati è volato alla primavera del 2010 quando saremo chiamati ad eleggere il nuovo sindaco. La competizione, nessuno si rammarichi, da parte dei due maggiori contendenti si è giocata più sul versante politico lungo l’asse Roma-Napoli-Salerno che su quello più squisitamente locale.
La costante presenza di un ministro della Repubblica e la partecipazione diretta di un deputato ne sono la riprova. I candidati dei territori (Agro Sarnese Nocerino, Valle dell’Irno, Piana del Sele, Picentini, Costiera Amalfitana, Cilento, Vallo di Diano) hanno invece interpretato la campagna elettorale, ed a giusta ragione, come una sfida per affermare se stessi e la propria formazione politica di appartenenza. Questo aspetto ha premiato sicuramente la folta pattuglia dei nuovi consiglieri dell’Agro (una decina), che ora dovranno abbandonare la loro atavica ed inconcludente lamentosità e lavorare sodo nell’interesse della comunità che li ha espressi. Discorso ancor più calzante per gli eletti nel collegio di Angri, a cui vanno gli auguri per un proficuo e produttivo lavoro. Infatti, ora scuse non ce ne sono più. Nessuno potrà dire che la nostra città è dimenticata dalla politica a causa di una ridotta presenza di esponenti locali all’interno delle istituzioni sovracomunali. Da oggi ce ne sono (almeno) due. Non mi cimenterò nell’elenco dei vincitori e dei vinti. Per questa analisi basta leggere i numeri che con la loro freddezza ed incontrovertibilità rappresentano l’unico elemento certo all’indomani di una campagna elettorale.
Ritengo sia più interessante invece alzare lo sguardo e osservare cosa potrà accadere da qui a meno di un anno, considerata la necessità per il nostro Comune di avere una maggioranza autorevole e duratura. I giochi non sono fatti, anzi tutt’altro. Certezze non ce ne sono e a quanto pare l’atmosfera è calda, di quelle che fanno presagire aspri regolamenti di conti nient’affatto indolore. Ciò è soprattutto vero nel versante del PdL dove gli equilibri che sembravano raggiunti si sono di colpo scompaginati. Il PD, ed il centro-sinistra in generale, dovranno riorganizzarsi necessariamente bandendo la storica divisione interna. Chi sorride, ma ormai è così da sessant’anni in Italia, sono come al solito i democristiani che attuando la politica della “bandiera al vento” (sempre rivolta, però, al vento favorevole) riescono a stare dignitosamente sulla breccia. Purtroppo o per fortuna (non lo so) è così e bisogna prenderne atto. Il pragmatismo, nella politica come nella vita, può servire a gestire meglio gli eventi evitando di perdere tempo in lunghi e spesso sfiancanti ragionamenti.
Insomma, trascorsa la pausa estiva, occorrerà individuare una aggregazione ed un candidato sindaco capaci non solo di vincere, ma anche e soprattutto di governare. Per almeno cinque anni. Se così non dovesse essere le porte sono aperte ad un nuovo commissario prefettizio. A questo punto, però, teniamoci quello che c’è, tanto pare si sia ambientato.