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“Corto O’ Globo, facciamolo crescere senza bugie”
Gianfranco Esposito, ex membro dell’organizzazione, contesta i numeri dell’evento che si chiude questa sera.

Pubblicato da: La Redazione il 31 luglio 2009

Gentile redazione,
premetto che apprezzo molto il progetto di AngriInfo di creare un portale con informazioni a 360° sul nostro comune, e mi congratulo per il lavoro che continuate a fare ogni giorno.
Però devo farvi una domanda:


come può un sito di informazione pubblicare un articolo con notizie false?
Mi riferisco al comunicato sul festival Cort’O Globo.
Cito testualmente:
“Cort’O Globo Film Festival è tra i Festival Nazionale del Cortometraggio più seguiti del circuito nazionale ed è quello più seguito in termini di pubblico dell’intera Regione Campania.”
Al di là di alcuni errori di forma commessi da chi ha scritto il comunicato, chi può credere ad una stupidaggine del genere?


Conoscerete meglio di me eventi come il Festival del cinema internazionale di
Salerno (62 edizioni), Giffoni Film Festival (39 edizioni), Premio Massimo Troisi (14 edizioni), Linea d’Ombra–Festival delle culture giovani (14 edizioni), Napoli Film Festival (11 edizioni), ‘O Curt (11 edizioni), Mitreo Film Festival (9 edizioni), solo per citare alcuni dei più famosi festival campani che si occupano di cortometraggi.
Quelli del “circuito nazionale” non mi azzardo nemmeno a ricordarli.
Ma dico: crediamo davvero che oggi Angri sia in grado di accogliere più spettatori di tutti gli altri festival della Campania, nonché di competere, quanto a seguito, con i più rinomati festival nazionali del cortometraggio?
Possibile che sono così distratto da non accorgermi di abitare in un paesino così attivo e dalla cultura così fervida, dove le piazze e gli edifici in cui si organizzano eventi culturali praticamente esplodono di gente venuta da ogni dove.


Cito testualmente:
“Oltre 2.000 pellicole selezionate, 250 corti mostrati, 5.000 persone accorse
rappresentano i numeri in continua crescita di un Festival che dà voce al cinema indipendente italiano.” Dunque… - Cominciamo dai corti selezionati (DVD magnificamente definiti “pellicole”). Dati reali: il primo anno sono pervenuti 181 o 182 corti, il secondo anno circa 70, il terzo anno 262, per un totale di circa 514 corti pervenuti alle selezioni. Conosco questi dati perché fino alla terza edizione mi occupavo tra le altre cose dell’archiviazione e, insieme ad altri ragazzi, della visione e selezione dei corti da far concorrere.
Ora, se sono state selezionate oltre 2.000 “pellicole” in 4 anni, vuol dire che solo nella quarta edizione sono pervenuti oltre 1.486 corti. Beh caspita, ottimo
risultato! Più di quelli che, stando ai dati ufficiali, sono pervenuti da 72 paesi alla 65esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia (1260 corti e 2429 lungometraggi)!
E magari hanno barato anche loro…
- Passiamo ai dati dei corti mostrati, 250 secondo gli organizzatori, la metà secondo la Questura…

Nella prima edizione erano in concorso 22 corti, nella seconda edizione 33 e nella terza 39, di cui potrei fornirvi tranquillamente titoli e nomi dei registi. Della quarta edizione non ho dati, ma facendo due semplici conti si deduce che in 3 edizioni sono stati mostrati 94 corti, cui benevolmente voglio aggiungerne 5 fuori concorso per ogni anno e siamo a 109. Nella quarta edizione evidentemente c’è stato un tale boom di partecipazione che sono stati mostrati i restanti 141 corti (a fronte di una media di 31,33 corti per edizione).
Ipotizzando una durata media di 7 minuti a corto, vuol dire che la quarta edizione è durata 987 minuti, per totali 16 ore di proiezioni, pari a 9 normali lungometraggi di fila e praticamente a tutta la saga di Harry Potter o di Star Wars!.
Tenendo presente che il festival si svolge in tre serate e considerando che l’ultimo dei tre giorni è riservato alla proiezione dei finalisti, vuol dire che i poveri spettatori della quarta edizione sono stati sottoposti a circa 8 ore al giorno di proiezioni (pari ad una giornata lavorativa), che forse sarebbero state troppe anche per Malcom McDowell in Arancia Meccanica.
Inserendo le pause ed i lunghi discorsi di apertura e di ringraziamenti, si deduce che la quarta edizione, stando ai dati pubblicati, è stata una maratona
a dir poco massacrante, un’iniezione di cultura che probabilmente non ha eguali
nel panorma festivaliero mondiale.

Mentre scrivo mi sento a tratti uno stipendiato dell’ISTAT. Ho fatto tutti questi antipatici ma banali calcoli solo per mostrare quanto sia semplice trovare la verità. Armato di calcolatrice.
-
E che dire delle 5.000 persone …“accorse”, forse pè paura e fa’ tardi? La mitica Casa del Cittadino, in cui si sono svolte le prime tre edizioni, conteneva circa 120 posti a sedere. In previsioni più che ottimali si può pensare a 200 persone presenti ogni giorno (magari!). Se ogni sera c’era il pienone e se ogni sera venivano 200 persone diverse, senza mai ripetersi…, il
totale dei primi 3 anni sarebbe stato di 1.800 spettatori. Da tale dato si ricava che nella formidabile quarta edizione ben 3.200 persone si sono scapicollate con grande affanno all’assalto del Cinema Minerva!
Devo confessarvi che ho passato un po’ di tempo a pensare alle possibili formazioni e incastri che permetterebbero di stipare tutta questa gente nell’atrio dell’ex Cinema Minerva. La soluzione cui sono pervenuto è la seguente: impilando le persone una sull’altra su 3 livelli, disponendoli in larghezza secondo una formazione a falange greca ed incastrando una fila dietro l’altra utilizzando una nota posizione del Kamasutra, sarebbe stato possibile creare ogni sera dei parallelepipedi composti da 3 livelli di 300 persone, cioè 900 persone al giorno. Ma il risultato mi ha sconsolato. Arrivo solo a 2.700 spettatori nella quarta edizione. Il dato presentato è 3.200… Vi prego, aiutatemi! Si potrebbe pensare ad un feroce e promiscuo viavai di gente. Ma ciò significherebbe che il festival era così poco interessante da intrattenere il singolo spettatore per tempi brevissimi. Quindi scarto questa ipotesi, perché in tal caso l’articolo in questione andrebbe contro se stesso.
Il mio consiglio è di lanciare sul sito AngriInfo questo rompicapo estivo da svolgere sotto l’ombrellone: come si possono immagazzinare 5.000 persone (rigorosamente tutte diverse) per totali 12 serate (4 edizioni di 3 giorni), in luoghi che al massimo ne accolgono 200-300 al giorno, e con seri problemi di respirazione e di mobilità?

Il fatto che tutti questi numeri siano, come scritto nell’articolo, “in continua crescita” mi intimorisce...
Ma non distraiamoci.


Cito testualmente:
“Una realtà che non è passata inosservata nemmeno agli addetti ai lavori ed è quindi stata in grado di attirare nella città di Angri gli attori, i registi, i critici e i giornalisti più noti e affermati d’Italia.
Tra gli attori partecipanti ricordiamo solo alcuni di essi: Valerio Mastandrea, Lorenza Indovina, Massimo Dapporto, Laura Chiatti e Alessandro Haber.”
Tralasciando la pomposità della prima frase, cui ci siamo fin qui abituati, vi chiedo: ma siamo sicuri che questi personaggi non erano semplicemente visibili sullo schermo come attori dei cortometraggi pervenuti, piuttosto che essere realmente seduti tra i milioni di spettatori che negli ultimi quattro anni hanno praticamente invaso il festival più rinomato del globo (da cui il nome)?
Menomale che hanno ricordato solo alcuni nomi.

Detto questo, e nonostante le apparenze, sono comunque convinto che Cort’O Globo sia potenzialmente una bella creatura, una sfida, una grande occasione ed una stimolante iniziativa culturale. Da un lato sono quindi felice che si continui a farlo, anche se non mi occupo più dell’organizzazione, anche se non smetto di esserne respinto per i soliti motivi e continuo a non condividerne le modalità di gestione.
Mi permetto quindi di chiedere agli organizzatori di far crescere questa creatura con il lavoro e non con le bugie. Di alimentarla, ampliarla e farla diventare più matura, piuttosto che farla procedere per inerzia su binari già tracciati, su ceneri già spente, piuttosto che riscrivere frasi già lette tre, quattro, cinque anni fa. Chiedo di pensare al vero futuro di questo evento, facendolo realmente crescere, piuttosto di convincersi che un’esagerazione, se scritta e pubblicata, diventi una realtà.Che senso ha agire in questo modo? Forse si pensa che così facendo
il festival acquisisca notorietà più velocemente? Che riesca l’anno successivo
a strappare più finanziamenti e sponsor (di cui certamente ha bisogno per continuare ad esistere e a fare meglio)?
Non credo che un bambino possa mai diventare grande se i genitori continuano a fargli credere di esserlo già, di non avere nient’altro da chiedere a se stesso, di essere già enorme e perfetto così com’è.
Resterebbe a vita un bambino di una presunzione ed una immaturità immense.
Organizzatori di Cort’O Globo! Continuate con questa bella iniziativa, ma vi prego, restate con i piedi per terra e non raccontate sciocchezze a noi e a voi stessi!

Rinnovo i complimenti alla redazione per il lavoro di AngriInfo ma, anche se mi rendo che non è semplice verificare la veridicità di tutti i comunicati che vi pervengono, non posso esimermi dall’invitarvi con convinzione a prestare attenzione agli articoli che pubblicate, soprattutto se si riferiscono ad eventi con cui avete instaurato una partnership, soprattutto se riguardano un’iniziativa così importante e delicata, la cui credibilità è fondamentale, a dispetto di numeri falsi che non ne aumentano la qualità, a dispetto della presunta presenza di personaggi della cui notorietà onestamente non sappiamo cosa farcene.

Sarebbe bello da parte vostra, un portale di informazione, pubblicare integralmente questa lettera, o almeno scrivere un nuovo articolo correttivo, contenente le informazioni reali di un piccolo festival di corti, uno dei tanti, che con l’impegno degli organizzatori cerca di ritagliarsi un posticino accanto agli altri e che prova, tra le altre cose, a smuovere per tre giorni la nebbia di noia estiva di un piccolo paesino del sud.
Sarebbe ancora più bello se a scriverlo fossero gli stessi organizzatori.

Ma sono un sognatore a pensarlo. Spero comunque, per rispetto della verità, che
questa lettera almeno non venga ignorata.

Con affetto e sincerità.
Gianfranco Esposito




Parole chiave: Angri , Cinema , Attualità , Andrea Recussi , Corto O Globo , Gianfranco Esposito




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