E’ nata quella che già è stata bonariamente definita negli ambienti politici cittadini la “cosa”. Ovvero la giunta voluta dal sindaco Gianpaolo Mazzola e da qualche suo fidato consigliere. La nuova squadra di governo è composta anche da due esponenti in quota a partiti di centrosinistra la cui storia politica ha poco a che vedere con la compagine di centrodestra che ha appoggiato il neo sindaco. Un fritto misto all’italiana o per meglio dire all’angrese.
Il tentativo del primo cittadino sembrerebbe essere chiaro : mantenersi in equilibrio al timone di Palazzo Doria vista la totale assenza di numeri in consiglio comunale. Un tentativo giudicato da molti maldestro e che avrebbe sollevato aperti malumori tra le fila della CdL e del centrosinistra in chiara crisi di identità. Sembrerebbe che il sindaco avrebbe puntato ad ingraziarsi in particolar modo la componente politica dell’Ulivo.
Sembrerebbe essere quasi paradossale ma due noti esponenti di altrettanti partiti sonoramente bocciati dalla gente si ritroveranno ad occupare ruoli gestionali su incarico di un sindaco espressione del centrodestra.
Un inizio alquanto confuso quello sancito dalle scelte del primo cittadino che ora dovrà fare i conti con la base del proprio elettorato. Le scelte operate potrebbero essere anche interpretate come la possibilità per il primo cittadino di mantenere una porta aperta nei confronti del centrosinistra anche a seguito di una eventuale uscita di scena di qualche componente politica.
Ovvero, Mazzola consapevole della propria debolezza si starebbe già preparando a succedere a se stesso pur senza tornare nuovamente alle urne. Si potrebbe cioè verificare un cambio in corso d’opera della compagine che sostiene il sindaco stravolgendo ancora più di ora il risultato elettorale e tradendo coloro che avevano creduto nella possibilità di un reale cambiamento. Gli appena sette consiglieri di cui dispone il sindaco non garantirebbero la governabilità ed un prematuro ritorno alle urne potrebbe sancire la morte politica e la definitiva uscita di scena sia di Mazzola che dei suoi più fidati collaboratori. La strizzata d’occhio al centrosinistra sarebbe stata quindi dettata da un chiaro “istinto di sopravvivenza” visto il timore di ridare nuovamente la parola agli elettori nel caso in cui l’attuale compagine governativa, che in questo caso non è maggioranza, non dovesse riuscire ad amministrare. Una probabilità che presto potrebbe assumere in contorni definiti della certezza.