Possibile violazione della legge sulla privacy. E’ questo il dubbio sollevato dal Cossap in merito ad un questionario allegato alla bolletta della Tarsu. Restano, inoltre, al centro del dibattito cittadino sia l’emergenza rifiuti che l’aumento del 18.25 per cento della tassa rifiuti solidi urbani.
In questi giorni sono state recapitate presso il domicilio degli utenti dodicimila bollette contenenti i versamenti da effettuare. All’interno della busta i cittadini hanno anche trovato un questionario con cui l’amministrazione guidata da Gianpaolo Mazzola chiede di conoscere una serie di dati relativi sia agli immobili, che ai proprietari. Una sorta di autocertificazione con cui dichiarare al Comune i dati catastali. Elementi considerati utili per una verifica incrociata in merito all’esattezza delle bollette compilate e spedite. La Tarsu, infatti, viene calcolata in base ai metri quadrati degli immobili e non in base al numero dei componenti dei nuclei familiari che li occupano. In sostanza, più è grande l’immobile e più è alta la Tarsu indipendentemente dalla produzione di immondizia degli occupanti dell’immobile.
Il Comitato spontaneo salute pubblica, a seguito di numerose lamentele pervenute, ha protocollato una istanza con cui chiede all’amministrazione alcuni chiarimenti proprio in merito al questionario distribuito. L’istanza a firma del redigente del Cossap Antonio D’Ambrosio evidenzia alcune carenze contenute all’interno del questionario evidenziando anche una possibile violazione delle legge sulla privacy. Si legge nella nota che “il questionario riguardante la richiesta dei dati catastali non riporta assolutamente l’oggetto della richiesta, non riporta una data di partenza della stessa, non riporta la firma né del settore di competenza, né del caposettore proposto, né l’indicazione della riservatezza dei dati trattati con riferimento alla violazione della legge della privacy (legge 675/96), né del verificatore dei dati”.
Inoltre il Cossap chiede di conoscere le motivazioni che hanno indotto il Comune a praticare una aumento della Tarsu di circa il nove per cento in più all’inflazione reale. E’ riportato all’interno dell’istanza che “il Comune non chiarisce per quali scopi l’aumento è finalizzato : aumento di spese del personale, aumento del canone dell’azienda Angri Ecoservizi, miglioramento della raccolta differenziata, istituzione di isole ecologiche, predisposizione di un sito di stoccaggio”.
Una serie di interrogativi ai quali per ora l’amministrazione non ha fornito alcuna delucidazione. Infine il comitato non risparmia una stoccata polemica in merito alla carenza di informazione rispetto alla vicenda, nonostante il fatto che il “Comune sia prolifico di comunicati stampa, pubbliche affissioni in merito ad iniziative ed avvenimenti vari, comprese feste di piazza e rassegne canore”. Si potrebbe aprire, quindi, un altro fronte di contrapposizione tra pubblica amministrazione e utenti.