L’arrivo dell’estate segna l’inizio delle grandi manovre in vista del voto della prossima primavera. La pausa di questi mesi non trascorrerà senza che le forze politiche in campo avviino, sebbene in maniera informale, confronti e trattative. Settembre segnerà poi l’avvio ufficiale. Quello del 2010 è un appuntamento al quale i partiti non vogliono arrivare impreparati.
il Municipio di Angri
Sullo sfondo tre defenestrazioni di sindaci in meno di dieci anni. Un record negativo da cui occorrerà ripartire per garantire la governabilità. Tre in sostanza i gruppi politici che dovranno serrare le fila per riuscire a dire la propria. Il centrodestra sembra favorito, sebbene al proprio interno si siano delineate tre correnti che potrebbero trovare una sintesi utile per aspirare a diventare forza di governo. Gianfranco D’Antonio e parte del nucleo storico di An da un lato, Francesco D’Antuono con i simpatizzanti di Forza Italia dall’altro. Infine, Antonio Squillante ex vicesindaco ed attuale assessore provinciale. Quest’ultimo, molto vicino al presidente Edmondo Cirielli, potrebbe essere tra i papabili.
Una scelta che in ogni caso maturerà tenuto conto anche degli equilibri che andranno a determinarsi negli altri Comuni. Sul versante del centrosinistra la linea politica ed elettorale potrebbe essere dettata da alcune formazioni a sinistra del Pd, visto lo stato confusionale nel quale versa il partito cittadino. Sebbene sia stato avviato il tesseramento il Pd resta senza una guida e senza una struttura interna capace di delinearne le scelte da qui a meno di un anno.
In questo caso, e tenuto conto anche degli ultimi esiti elettorali, potrebbe essere candidato a sindaco l’attuale consigliere provinciale di minoranza Fausto Postiglione, eletto con Sinistra e Libertà. Anche in questo caso le ipotesi dovranno trovare conferma a seguito di incontri e comunicazioni ufficiali.
Al centro dello scacchiere politico potrebbero giocare un ruolo determinate l’UdC ed alcune civiche di ispirazione centrista. I voti degli ex diccì potrebbero infatti essere determinanti per una sicura vittoria. I demitiani, che a Palazzo Sant’Agostino siedono tra i banchi della maggioranza di centrodestra, potrebbero replicare l’alleanza in essere. Una scelta che maturerà anche alla luce delle convenienze e delle opportunità che prospetteranno.
L’asse PdL-UdC al momento sembra l’ipotesi più accreditata, a patto che i centristi in alleanza con movimenti minori non decidano di correre da soli al primo turno per poi cercare l’apparentamento con il centrodestra. Non si escludono, intanto, anche eventuali altre candidature frutto di accordi tra movimenti minori.
Pippo Della Corte