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RIALZATI ANGRI
La rubrica curata da Andrea Recussi

Pubblicato da: Andrea Recussi il 25 maggio 2008

Come avete visto dal titolo (e non me ne vogliano tutti gli elettori del nostro Premier se ho preso in prestito e riadattato il suo slogan) questo mese la nostra rubrica parlerà della nostra cittadina.
Voglio ringraziare tutti i lettori di angri.info e li invito a scriverci sempre più numerosi al nostro indirizzo ilsismografo@angri.info .


Cominciamo a parlare della attuale situazione del nostro paese partendo dal Giugno del 2007 quando si sono svolte le ultime consultazioni amministrative che hanno cambiato la storia e l’indirizzo politico del nostro paese.
Quella scelta da molti fu vista come una scelta di rinnovamento della politica, e della stessa classe dirigente che aveva gestito per tanti anni la nostra città.
Oggi a quasi un anno da quelle elezioni, viste le tante segnalazioni, ci è sembrato opportuno dedicare lo spazio della nostra piccola rubrica ad una sorta di appello che cerchi di smuovere un po’ una situazione di stallo che credo da troppo attraversa il nostro paese.
Ho moderato tutti gli incontri pubblici che ci sono stati nel Castello Doria, in piazza Doria e nella Casa del Cittadino e ho moderato pure parecchi incontri televisivi delle elezioni amministrative del 2007. Vivo spesso tra la gente della nostra città e sento che la gente, quelle centinaia di volti e quelle centinaia di voci che vivevano, da una parte e dall’altra, con tanta passione e coinvolgimento i giorni delle elezioni, oggi, ancora più di ieri, chiedono di essere resi più partecipi e presenti nel processo amministrativo.


L’ attuale classe dirigente deve interpretare positivamente e con orgoglio questa grande voglia di partecipazione con queste tante istanze e interventi dei cittadini che sono la dimostrazione di grande attaccamento al territorio e al bene comune.
Deve cercare una maggiore condivisione di tutte le azioni amministrative ed impegnarsi ad individuare forme di governo locale che pongano alla base i valori della partecipazione e al tempo stesso della responsabilità dei cittadini, con una nuova impostazione che si sostanzi in forme più aperte e feconde di ascolto, di dialogo e di collaborazione con la società e con tutte le istituzioni e gli organi locali.
Alcune polemiche non fanno bene a nessuno e di certo non aiutano a risolvere i tanti problemi della nostra città. Problemi che partono da uno in particolare molto grave e serio che nessuno vuole affrontare che è quello di recuperare la nostra identità che non può essere fatta solo di muri e pietre.
E’ necessario rivitalizzare questo nostro paese per sperare di salvarci dal lento ed inesorabile declino sociale e culturale che è sotto gli occhi di tutti, declino che ha portato oggi ad una forte carenza aggregativa della città stessa rispetto a un tempo, nemmeno tanto lontano, di grande fervore e vitalità.


Un tempo la maggioranza delle persone, soprattutto i giovani, vivevano e condividevano tutti gli spazi della nostra città adesso questo non avviene più.
Oggi questa città sembra non avere più vita, non avere più un volto, nè al centro nè tantomeno in periferia, ma soprattutto è una città che ha paura. Ha paura di un presente caratterizzato da un disastro ambientale ed ecologico come l’emergenza rifiuti che ha peggiorato notevolmente la qualità della città, ed ha ancora più paura del suo futuro a causa di una forte insicurezza sociale dettata dal grave momento di crisi economica che tutto il mondo vive ed in particolare modo l’Italia e il meridione e che la nostra città vivrà in maniera ancora più forte con la delocalizzazione di alcune importanti industrie conserviere.
Certo, non è addebitabile al Comune la grave situazione ambientale ed economica che stiamo attraversando e non è il Comune che può risolvere i grandi problemi e le crisi che purtroppo caratterizzano questo periodo storico, ma il Comune può svolgere e deve svolgere in questa fase così delicata una funzione di “motore di sviluppo” che sia sociale prima che economico.
E’ la persona, con i suoi bisogni concreti e quotidiani, che deve essere messa al centro dell’azione del governo della nostra città. Solo dando maggiori opportunità di crescita a tutti con il potenziamento della rete di tutela sociale si può pensare ad una rinascita anche economica della nostra città.
Oggi più che mai dobbiamo essere consapevoli che il patrimonio più importante che abbiamo non è quello di una ricchezza materiale, ma quello sociale e culturale.
Un patrimonio che è il frutto del lavoro e dell’impegno di tutti: dal giovane professionista in carriera all’anziano del circolo dei pensionati, dall’imprenditore che si mette in gioco per un progetto al giovane impegnato nell’associazionismo e nel volontariato. Quindi questi tanti volti e queste tante voci devono dettare le linee strategiche con cui si deve rianimare la nostra città, ed è necessario, oggi più che mai, rinnovare il rapporto tra società ed istituzioni sulla base di una città più omogenea e solidale fra le sue parti sociali.


Il lavoro da fare è molto duro ma è necessario cominciare ad impegnarsi per garantire qualche cosa in più alle tante famiglie che aspettano una risposta per la richiesta del reddito di cittadinanza, alle tante famiglie che aspettano ancora una sistemazione ed una casa vera, alle tante mamme che si trovano in “precarie” condizioni economiche e che non possono andare a lavorare perché non sanno a chi lasciare i loro bambini, alle tante persone che si trovano ancora a vivere senza una rete fognaria e in alcuni luoghi addirittura senza acqua corrente.
Eppure sono proprio le persone più bisognose che sono vogliose di dare una contributo alla rinascita sociale del nostro paese, e credo che sia giunto il momento di dare delle risposte concrete a loro come alle tante persone che negli uffici e nelle fabbriche dove lavorano, nelle scuole dove insegnano, sentono di voler fare qualcosa per la nostra città. Quei tanti che trovano la politica chiusa, e che se provano ad avvicinarsi ad essa è più facile che si imbattano in sterili e misere discussioni sulla valutazione del proprio tornaconto più che degli interessi generali o nella migliore delle ipotesi si imbattono nella richiesta di aderire ad una corrente o ad un gruppo di potere, piuttosto che a un'idea, ad un progetto.
Il paese è davvero in ginocchio ma Angri deve rialzarsi, Angri può rialzarsi.
E’ arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e di darsi da fare tutti, la gente è pronta ad aiutare e sostenere tutte le azioni che li rendano partecipi nella costruzione di una nuova città, di azioni che diano nuove speranze e nuove opportunità accessibili a tutti ponendo il cittadino al centro di un grande processo di cambiamento e di rinnovamento.
Ed è su questo che tutte le forze politiche, al di là delle differenze che connotano la loro storia, la loro cultura e la loro provenienza, devono prendere coscienza e devono capire che il nostro paese può rinascere solo con il contributo di tutti.
Abbiamo sentito spesso sostenere negli ultimi tempi che le scelte fatte sono state dettate dall’interesse e il bene del paese, allora adesso è il momento in cui tutti i nostri rappresentanti hanno una grande possibilità, quello di dimostrarlo.




Parole chiave: Angri , Associazioni , Andrea Recussi , Società , il Sismografo




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