“Alla Davia eri un amico il nostro ricordo sarà il tuo sorriso”. E’ stata questa la frase scritta su uno striscione portato dai compagni di lavoro di Fabio D’Andreatta, il ventiseienne prematuramente scomparso sul posto di lavoro. Era operaio alla Davia srl di Gragnano. I funerali si sono svolti alla presenza di migliaia di cittadini che hanno partecipato con commozione al rito celebrato nella chiesa dell’Annunziata da don Marco Limodio.
Fabio D'Andretta
Un rito sobrio e caratterizzato da numerose letture di messaggi da parte degli amici, ma anche di ex commilitoni vista la trascorsa esperienza di Fabio nell’Esercito. Un incarico che avrebbe potuto tra breve riprendere.
Una folla traboccante che ha occupato con compostezza anche l’ampio spazio antistante la chiesa e che ha tributato un lungo e caloroso applauso al feretro avvolto dalla casacca grigiorossa dell’Angri Calcio. Folta anche la presenza dei cittadini residenti nello storico rione Ardinghi dove Fabio viveva. Tutta piazza Annunziata è stata per più di un’ora chiusa al transito dei veicoli. La città ha così ancora una volta pianto un proprio figlio prematuramente scomparso stringendosi attorno al dolore dei familiari.
I funerali, visto il blocco giudiziario sono stati svolti dopo quattro giorni dall’incidente. A stabilire le esatte dinamiche dell’accaduto individuando cosa è avvenuto sarà la magistratura del Tribunale di Torre Annunziata, competente per territorio. In casi simili d’ufficio viene aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico del datore di lavoro ed eventualmente anche a carico del responsabile della sicurezza. Figura da anni obbligatoria all’interno dei luoghi di lavoro.
Quella di Fabio è un’altra morte bianca che segue le tante avvenute soprattutto nelle industrie locali. Un segnale inquietante che farebbe emergere con forza la necessità di maggiori e più adeguati controlli. Fabio D’Andretta secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio delle autorità inquirenti, sarebbe stato schiacciato da una grossa pedana di legno appena caricata da un montacarichi. La chiamata al 118 sarebbe giunta alle venti del giorno 22 : in poco tempo sono giunti i soccorsi purtroppo vani. Secondo una prima ricostruzione l’operaio impiegato nel settore dell'imballaggio delle conserve, stava controllando che le pedane di legno fossero spostate per sostenere i barattoli di pomodoro da caricare poi sui tir. La grossa e pesante pedana di legno si sarebbe staccata dal montacarichi e quindi cascata sul giovane operaio. D’un tratto Fabio D’Andretta sarebbe stato travolto dalla base di legno. Liberato dalla pedana, il giovane operaio è stato caricato sull'ambulanza, ma sarebbe deceduto prima ancora di giungere all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Intanto, parte dell'attività della Davia, come ovvio, è stata completamente bloccata per dare via libera alle indagini.