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“Si è trattato di una tragica fatalità, la morte di Fabio si sarebbe potuta evitare”
Parla il titolare della ditta in cui il giovane 26enne angrese lavorava

Pubblicato da: Pippo Della Corte il 25 settembre 2009

La città è ancora sgomenta per la prematura scomparsa dell’operaio ventiseienne Fabio D’Andretta. Lavorava presso l’azienda conserviera DAVIA SRL di Gragnano. I funerali, visto il blocco giudiziario non sono stati ancora fissati. A stabilire le esatte dinamiche dell’incidente individuando cosa è accaduto sarà la magistratura del Tribunale di Torre Annunziata, competente per territorio.

In casi simili d’ufficio viene aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico del datore di lavoro ed eventualmente anche a carico del responsabile della sicurezza. Figura da anni obbligatoria all’interno dei luoghi di lavoro.

Ad esternare sulla vicenda anche il titolare dell’azienda Gragnanese, il signor Vitiello che si è mostrato vicino alla famiglia. “Siamo affranti per quanto avvenuto. Una vicinanza alla famiglia che affonda il rapporto in anni lontani. Si è trattato di un incidente, una tragica fatalità evitabile. L’attenzione da parte degli operai sul posto di lavoro deve essere sempre massima”, ha esordito. Quella di Fabio è un’altra morte bianca che segue le tante avvenute soprattutto nelle industrie locali. Un segnale inquietante che farebbe emergere con forza la necessità di maggiori e più adeguati controlli. “La nostra è un realtà industriale presente da tre generazioni a Gragnano. L’unica azienda conserviera cittadina che arriva a contare fino a cento lavoratori all’anno. Abbiamo sempre voluto la massima sicurezza sui luoghi di lavoro prescrivendo agli operai la massima cautela e attenzione nello svolgimento del proprio lavoro. Fabio era un operaio modello, ma questa morte si sarebbe potuta evitare”, ha detto ancora.

Fabio D’Andretta secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio delle autorità inquirenti, sarebbe stato schiacciato da una grossa pedana di legno appena caricata da un montacarichi. La chiamata al 118 sarebbe giunta alle venti del giorno 22 : in poco tempo sono giunti i soccorsi purtroppo vani. Secondo una prima ricostruzione l’operaio impiegato nel settore dell'imballaggio delle conserve, stava controllando che le pedane di legno fossero spostate per sostenere i barattoli di pomodoro da caricare poi sui tir. La grossa e pesante pedana di legno si sarebbe staccata dal montacarichi e quindi cascata sul giovane operaio. D’un tratto Fabio D’Andretta sarebbe stato travolto dalla base di legno.

Liberato dalla pedana, il giovane operaio è stato caricato sull'ambulanza, ma sarebbe deceduto prima ancora di giungere all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Intanto, parte dell'attività della Davia, come ovvio, è stata completamente bloccata per dare via libera alle indagini.

Pippo Della Corte




Parole chiave: Angri , Attualità , Cronaca , morti bianche , infortuni sul lavoro , Fabio D'Andretta




COMMENTI DEGLI UTENTI ALLA NOTIZIA

Postato da: sicurezza il 25-09-2009
Si è trattato di un incidente, una tragica fatalità evitabile. L’attenzione da parte degli operai sul posto di lavoro deve essere sempre massima”, ha esordito.
bhe che dire resto senza parole di fronte a delle affermazioni di tale entità, stano a queste affermazioni tutti quelli che si distraggono un'attimo sul posto di lavoro rischiano la morte?. non è affatto cosi, anzi la 626 sicurezza impianti e macchine e stata introdotta proprio per evitare incidenti dovuti alla distrazione, ovvero una macchina non deve assolutamente poter provocare incidenti di qualunque tipo a causa di distrazioni. solo con l'auto puoi avere incidenti per distrazione, ma non sugli impianti. "Fabio era un operaio modello, ma questa morte si sarebbe potuta evitare”, bhe certo che si sarebbe potuta evitare se in quello stabilimento e su quella macchina che credo sia una vecchia macchina si sarebbe effettuata la valutazione dei rischi e seguito poi le prescrizioni da mettere in atto per far si che quella macchina non potesse diventare una macchina assassina. Bhe spero che chi fara la perizia alla macchina o all'impianto alla fine sul verbale non scriva "TRAGICA FATALITA'"
Giuseppe Orlando

Postato da: powerbrut il 27-09-2009
Sicurezza sulle macchine e sugli impianti.
[b]Salve, se di sicurezza si vuol parlare, in tutte le sue pagine la "ex 626" se si osservasse nessuno subirebbe incidenti, non sto dicendo fesserie, ne di piccola entità ne tragici come quello della Feger e ora della Davia.
Purtroppo osservare le norme di sicurezza significa spendere molti , ma molti soldi, che per molte aziende che lavorano solo 2 mesi l'anno è UN VERO SPRECO, questa è la realtà.
Fare degli esempi è inutile, ma siamo al 2010 ormai alle porte dove il progresso è davvero notevole, gli INCENTIVI STATALI PURE, non credo che bisogna aspettare a queste fatalità per dire che una MORTE DI UN OPERAIO SI POTEVA EVITARE.

Saluti, P.







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