Tra qualche giorno si svolgeranno le elezioni primarie per designare i delegati che a loro volta dovranno esprimersi per scegliere il leader del Partito Democratico, cioè la fusione di Ds e Margherita più alcuni partiti minori. Ciò riguarda gli elettori ed i simpatizzanti di una parte del centrosinistra. Però, sono molti a chiedersi cosa siano le primarie. Per fare un po’ di chiarezza è bene sapere che (fonte Wikipedia) “le elezioni primarie sono una competizione elettorale attraverso la quale gli elettori o i militanti di un partito politico decidono chi sarà il candidato del partito (o dello schieramento politico del quale il partito medesimo fa parte) per una successiva elezione ad una carica pubblica.
Le elezioni primarie sono utilizzate in particolar modo negli Stati Uniti d’America. Nel Paese nordamericano i cittadini per poter votare alle elezioni devono iscriversi in un apposito registro”.
Il modello utilizzato è quindi “a stelle e strisce” ed è stato importato da noi con la speranza di accrescere la partecipazione dei cittadini. Nella più antica democrazia del mondo (spesso pregiudizialmente demonizzata, ma a quanto pare presa ad esempio) il sistema è ampiamente rodato. Sembra di capire, però, che le elezioni primarie si svolgono all’interno di partiti già esistenti al fine di designare un leader che dovrà occupare successivamente un ruolo istituzionale. Qualcosa di molto diverso da ciò che avverrà da noi. Il Partito Democratico, infatti, ancora non esiste. Nessun atto pubblico, congresso o altro ne ha sancito la nascita ed i sei candidati si sono proposti come guida del partito stesso. Ciò nonostante, qualcuno molto più degli altri coltiva sogni di tipo “governativo”. A quel punto però ci saranno le elezioni (quelle vere) e la parola passerà a tutti gli elettori non solo a quelli di una parte politica. Insomma, questa versione del meccanismo delle primarie in salsa nostrana lascia più di una perplessità. Si legge ancora nelle pagine della libera enciclopedia Wkipedia. “In Italia le elezioni primarie non sono previste o regolamentate per legge come avviene negli USA e questo tipo di elezioni non ha alcun valore legale anche se molti esponenti politici, considerandolo un modo diretto di partecipazione dei cittadini, ritengono necessario estenderne il più possibile l’utilizzo”.
In sostanza, le primarie sono qualcosa che attiene alla libera volontà dei partiti o delle coalizioni di partiti, dei loro iscritti, attivisti o simpatizzanti e non è assolutamente obbligatoria la partecipazione. Cioè la legge non le prevede. In parole povere le primarie non sono codificate nel nostro Paese ed il loro svolgimento è frutto di decisioni interne ai partiti (che spesso però già hanno deciso tutto!!).
Chi si recherà alle urne dovrà anche versare un piccolo obolo al nascituro partito che così potrà già godere di una modesta rendita offerta dai suoi futuri supporters. Un po’ come capita quando nasce un bambino e la nonnina animata da amore materno gli intesta un buono fruttifero. E’ ancora riportato in Wikipedia “Domenica 14 ottobre potranno votare tutti i cittadini residenti in Italia o con permesso di soggiorno che abbiano compiuto 16 anni, pagando una quota minima di un euro”. Sarebbe bello capire in che modo e da chi le “offerte” verranno registrate e contabilizzate ed in che modo esse verranno poi utilizzate. Chissà ad Angri quanto si racimolerà. Boh!!! Vedremo…