Le elezioni primarie di domenica scorsa hanno incoronato Walter Veltroni quale segretario del nascente Partito Democratico. Tutto è avvenuto secondo copione. La personale campagna elettorale dell’ex direttore dell’Unità è iniziata più di un anno fa. Alla fine il risvolto mediatico è stato notevole ed i risultati non si sono fatti attendere. Sarebbe stato bello però assistere a primarie vere tra due forti avversari. Uno scontro politico cruento e senza esclusioni di colpi avrebbe certamente reso più veritiera la competizione preparata dalle “teste d’uovo” romane. Sarebbe stato bello vedere Veltroni duellare con un avversario al suo pari.
Sarebbe stato bello assistere ad un confronto serrato sui punti programmatici del Pd e su come esso intende muoversi nel complesso quadro politico nazionale. La mezza sfida con Rosy Bindi ed Enrico Letta ha avuto il sapore di una partita di calcio balilla tra vecchi amici. A livello centrale, però, hanno deciso così e così è stato fatto con il beneplacito dei tanti potenziali iscritti ed attivisti del nuovo partito. Intanto, entro fine mese dovrà anche essere formalizzata la nascita del nuovo soggetto politico. Ds e Margherita dovranno quindi per sempre ammainare le proprie bandiere per unirsi definitivamente in questo matrimonio di interessi. I due partiti dovranno issare un nuovo vessillo dai colori e dai simboli, però, ancora indefiniti.
Certo, la partecipazione di una parte dell’elettorato del centrosinistra alle elezioni ha sorpreso anche gli stessi promotori dell’iniziativa. I dati diffusi dagli organizzatori parlano di tre milioni e mezzo di cittadini. Un numero senza dubbio significativo. Ora però il novello capo ed il suo stato maggiore dovranno lavorare per dare sostanza al Pd. Insomma, fatto il leader ora bisogna fare il partito che non è ancora ufficialmente nato. Ci si augura da un lato che esso non sia già dilaniato dalle correnti interne ancor prima di esprimere il suo primo vagito e dall’altro che le speranze di tanti giovani non vengano frustrate dalle vecchie logiche politiche che sottendono tutti i partiti. Inoltre, sarà interessante verificare in che modo i due elefantiaci apparati di partito (Ds e Margherita) troveranno una sintesi costruttiva.
L’esperimento per ora è riuscito solo nella sua parte iniziale che poi sarebbe dovuta essere quella finale considerato che prima si gettano le fondamenta, poi si erigono i palazzi ed infine si eleggono gli amministratori di condominio. In questo caso è stato fatto esattamente il contrario con tanto di squilli di trombe e rulli di tamburi. All’indomani della nascita ufficiale del Pd bisognerà anche capire cosa cambierà all’interno del governo. Infatti, i ministri ed i sottosegretari in forza al Pd saranno numerosissimi (diessini più margheritini, più “cespugli”) ed un riequilibrio a favore degli alleati (leggi socialisti, udeurrini, dipietristi, comunisti) pare necessario.
Le primarie hanno anche ridisegnato, sebbene per grandi linee il quadro politico locale del centrosinistra. Il nuovo segretario regionale sarà il demitiano di ferro Tino Iannuzzi, mentre a livello cittadino pare essere in pole position l’ex sindaco Giuseppe La Mura che ha rastrellato il maggior numero di consensi. Insomma, ad avere un ruolo di primo piano saranno sempre e comunque i figli ed i nipoti della vecchia Democrazia Cristiana, le cui radici sono ben profonde nella nostra realtà sociale. Il sospetto è che la nota frase “tutto cambia affinché nulla cambi” possa trovare facile applicazione anche in questo caso. Solo malevoli sospetti ?? Chissà…vedremo.