Rotatorie in via Giovanni XXIII, servono veramente? L’intervento previsto dal Comune potrebbe peggiorare la vivibilità e danneggiare tutte le attività commerciali della zona
Egregio direttore, le scrivo per far conoscere ai cittadini angresi quanto previsto dall’ufficio viabilità del Comune riguardo Via Papa Giovanni XXIII. Il progetto, modificato negli ultimi giorni, prevede un intervento molto simile a quello effettuato su Via G.D’anna. Su Via Papa G. sono previste tre rotatorie, una già in funzione all’incrocio di Via Stabia, la seconda all’incrocio di Via Madonna delle Grazie e la terza all’incrocio di Via Crocifisso.
Da poco è iniziata la costruzione della rotatoria all’incrocio di Via Madonna delle Grazie. Via P.Giovanni nonostante sia percorsa da molti autoveicoli non ha mai avuto grossi problemi di congestione, se non per quei pochi minuti in relazione all’uscita delle scuole ed alla presenza della fiera-mercato del sabato mattina.In particolare l’incrocio di Via Madonna delle Grazie non ha mai dato problemi anche riguardo alla sicurezza. Poiché vivo e lavoro da sempre in prossimità di detto incrocio, la settimana scorsa ho chiesto un incontro chiarificatore all’assessore al ramo, l 'Ing. Gilblas si è reso subito disponibile.
Mi è stato spiegato che una Direttiva Europea prevede l’eliminazione delle intersezioni stradali e che la rotatoria di Via Madonna delle Grazie è necessaria perché fa parte di un sistema più complesso che mira a convogliare tutto il traffico di Via P.Giov. su di essa, sia quello proveniente dalla rotatoria di Via Stabia sia quello proveniente (dalla prevista rotatoria) da Via Crocifisso.Il tutto è finalizzato ad eliminare le svolte a sx.I camion, per un’eventuale svolta nella 167, potranno fare inversione solo all’incrocio di Via Crocifisso, la rotatoria di Via M.G. è troppo piccola per consentire la manovra. Inoltre la strada sarà dotata di striscia bianca continua ed in seguito di cordolo basso di gomma.
Più volte mi è stato ripetuto che il tutto è in fase sperimentale, (durerà appena sei mesi) ed alla fine si trarranno le opportune considerazioni. Le mie domande hanno avuto risposte molto complesse che hanno acuito le mie perplessità . A mio avviso, le cose semplici sono le più efficaci.
Secondo me, è fin troppo evidente che diventerà pericoloso il transito degli articolati intorno alla piccola rotatoria, soprattutto il camion dei Pompieri avrà problemi vista l’esiguità del raggio giratorio e la ristrettezza della corsia.
Vorrei dire al progettista che la direttiva non obbliga a eliminare le intersezioni in ambito urbano, (è fatto obbligo solo per le strade nuove extra/urbane, altrimenti si dovrebbero eliminare tutte le intersezioni urbane ed in tutte le città), ne tantomeno di costruire rotatorie in ogni dove. Piuttosto fa obbligo di corredare il progetto di ogni nuova realizzazione (anche in ambito urbano) non solo di studio preliminare di fattibilità (fatto?) ,ma anche d’impatto ambientale (VIA) ed il tutto deve essere reso pubblico, inoltre ci sono soglie che stabiliscono la fattibilità anche della sola sperimentazione.Scelte avventate e tutt’altro che pratiche possono arrecare danno a molti.
Si pone quindi, a mio avviso, la questione di una progettazione moderata,discussa e adatta al contesto, invece spesso ci si affida ad esperienze e tecniche copiate,a volte piene di errori ,spesso male interpretate e quasi mai contestualizzate. Un’analisi ben fatta dei progetti porta ad una classificazione delle alternative disponibili ed alla valutazione delle conseguenze e poi…visto che sono i cittadini a subire ci vuole un’esplicitazione pubblica della scelta. Altresì il tutto non può essere ridotto ai soli freddi calcoli algebrici. La strada non può essere considerata unicamente come luogo di transito degli autoveicoli; essa è piuttosto uno spazio urbano, un sistema stratificatosi negli anni con continue giust’apposizioni che assolvono diverse funzioni utili alla collettività . .L o “ spazio strada” deve essere considerato come un sistema misto,fatto di case, di negozi, di attività varie, di verde ed altro, utilizzato non solo da autoveicoli ma anche da pedoni , ciclisti e da gente che lavora, vive o gravita su di essa. La strada,da sempre, è fatta da un insieme di relazioni che permettono agli individui di soddisfare i bisogni,le diverse esigenze quasi sempre s’incontrano perché trovano negli anni un equilibrio spontaneo. Provate ora ad immaginare una strada cittadina senza negozi. Deprimente, vero?
Una visione giusta e lungimirante porta a considerare tutto il vissuto, questo limiterebbe gli interventi magari solo alla riqualificazione dell’arredo urbano e a qualche piccolo aggiustamento. Cambiare si, stravolgere no! Non si scherza con il lavoro altrui!
Intervenire a cuor leggero, in altre parole senza prendere per niente in considerazione l’intorno attraversato dalle strade, può significare la morte commerciale di una Via con il conseguente cambio repentino del destino di varie famiglie. Le attività commerciali rappresentato un lavoro per tanti, sono il frutto di una storia che dura da decenni e sono un patrimonio per Angri che non può essere cancellato da qualsivoglia amministratore. Chi non capisce questo non può più amministrare questo paese!
E poi, non è questo il modo di ridurre il traffico, diverse esperienze portano ad affermare che c’è la necessità di ridurre la domanda di mobilità individuale, ovvero gli spostamenti in auto incrementando i trasporti pubblici, i parcheggi, i pulmini per il trasporto degli studenti etc… Il piano urbanistico (PUC) nel porre la città in relazione alle modalità o meglio all’intermodalità di trasporto può dare risposte serie anche in quest’ambito.
Perché tutto tace in questo settore?
Angri 26/07/2008