“La situazione finanziaria del Comune è squilibrata”, lo dice la Corte dei Conti Anche il Comune di Angri ha sottoscritto operazioni finanziarie a rischio, i cosiddetti derivati swap, che espongono l’Ente a oneri progressivamente insostenibili
La situazione finanziaria del Comune è preoccupante e caratterizzata da forti criticità, ciò anche a causa di alcune operazioni finanziarie di borsa riconducibili ai derivati swap che potrebbero causare notevoli problemi.
Un quadro a tinte fosche emerge dalla conclusione dell’indagine portata avanti dalla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti.
il Municipio di Angri
La deliberazione è la n. 145/2008. L’indagine è stata condotta dai seguenti magistrati istruttori : Corradino Corrado, Raffaele Del Grosso, Francesco Amabile e Francesco Uccello. L’attività di analisi e supporto è stata svolta da Beatrice Montecuollo, Maria Truppo, Giovanna Andreozzi, Concetta Porfido.
L’aspetto di maggiore preoccupazione riguarderebbe l’assenza di liquidità ed alcune operazioni finanziarie compiute durante gli anni passati riconducibili ai derivati swap. Operazioni che potrebbero esporre il Comune a gravi rischi.
E’ scritto nel documento della magistratura contabile : “La ricostruzione degli esiti gestionali ha evidenziato notevoli difficoltà di cassa che generano disavanzi correnti di preoccupanti proporzioni, generalmente, imputabili ai più marcati ritmi di crescita delle spese correnti rispetto alle correlate entrate. Il quadro finanziario che emerge dall’esame dei dati di cassa, dalla situazione dell’indebitamento e dall’analisi dei dati di competenza, mostra la diffusa presenza di squilibri che gravano sulla capacità dell’Ente di svolgere adeguatamente il proprio ruolo istituzionale ed innescano pericolose dinamiche sul fronte dell’indebitamento”.
Ed ancora in merito alla scarsezza di liquidità nelle casse : “La crisi di liquidità ha spinto l’Ente ad un recupero finanziario affidato ad un più consistente ricorso al debito, anche se il ricorso ad una sua gestione attiva ha contribuito, inizialmente, ad una flessione del suo costo”. Poi viene affrontata la questione delle operazioni in borsa : “L’Ente ha avvertito l’esigenza di assestare i propri bilanci, posti in tensione a causa della flessione dei finanziamenti, facendo ricorso ad operazioni finanziarie derivate allo scopo di realizzare quei risparmi di spesa che lo ponesse in linea con i vincoli del Patto di Stabilità e che, al tempo stesso, gli consentisse di ampliare la propria capacità di finanziamento da utilizzare essenzialmente per finalità di cassa. In tale prospettiva, il contratto di swap stipulato con la contestuale previsione di un premio di liquidità (up-front), hanno rappresentato una soluzione comoda per controbilanciare i recenti tagli dei finanziamenti ed evitare di ridurre i servizi indispensabili alla collettività”. Infine, la preoccupazione e l’allarme : “Tale operazione ha, tuttavia, accresciuto il rischio di un ulteriore aggravio finanziario ed esposto l’Ente al rischio inconsapevole di oneri finanziari destinati a divenire progressivamente insostenibili. In tale ottica, sarebbero da evitare, le autocertificazioni di “operatore qualificato”, che espongono l’Ente anche ai rischi derivanti da eventi normalmente imprevedibili”. Situazione, quindi, grave e da tenere costantemente sotto controllo contenendo al massimo i flussi di denaro in uscita. Un atteggiamento di prudenza che, tuttavia, non sembra essere stato rispettato sino ad ora dalle diverse amministrazioni comunali, sia politiche che commissariali