Primarie “telefoniche” per scegliere il candidato sindaco del Pdl Il Popolo delle Libertà si affiderà ad un sondaggio telefonico per decidere tra Antonio Squillante e Gianfranco D’Antonio.
Un sondaggio telefonico per misurare l’indice di gradimento dei cittadini rispetto ai potenziali candidati alla carica di sindaco. E’ questa la strada che sembra essere percorsa dal PdL a seguito di decisioni avallate anche dai vertici romani del partito.
Durante una recente riunione svoltasi nella capitale alla presenza dell’onorevole Denis Verdini si sarebbe paralato anche del caso cittadino e della spaccatura in atto tra l’area che fa riferimento ad Edmondo Cirielli e quella che si riconosce in Mara Carfagna.
Una dialettica che potrebbe rischiare di creare nel centrodestra una spaccatura insanabile con due candidati a sindaco. Da qui l’idea di affidare ad un sondaggio telefonico gli umori degli elettori. Una scelta originale. Una sorta di primarie telefoniche senza però dare vita a concrete forme di mobilitazione.
Indiscrezioni vorrebbero che il partito abbia deciso di verificare la popolarità di due contendenti: Antonio Squillante, assessore provinciale al bilancio, e Gianfranco D’Antonio, fresco di candidatura alle provinciali, sebbene inizialmente circolavano anche altre opzioni. I due professionisti sarebbero stati individuati dalla segreteria del partito come i due maggiori potenziali protagonisti. L’accordo sottostante è che il candidato meno gradito dovrà in ogni caso spendere le proprie energie a favore del vincitore, per scongiurare corse solitarie volte ad indebolire tutta la coalizione. Un accordo che dovrà essere rispettato, pena l’allontanamento dal partito.
Una strada utile per evitare di giungere spaccati al delicato appuntamento elettorale. Sarà quindi un campione di cittadini a indicare le scelte da adottare. Una sfida che corre lungo il cavo del telefono e che belle intenzioni dei maggiorenti del movimento dovrebbe sancire la scelta definitiva. Il tempo stringe considerato che la presentazione ufficiale delle liste dovrà avvenire circa un mese prima del voto.
La settimana che sta per iniziare sarà quindi determinante. Si voterà il 28 marzo. La terza volta in appena cinque anni. Un dato che induce a riflettere. Intanto anche il centrosinistra starebbe brancolando nel buio alla ricerca di un nome condiviso e ritenuto all’altezza della competizione. Il candidato sindaco potrebbe uscire dalla fila del PD. Infine anche i partiti del vasto arcipelago post democristiano si starebbero organizzando. In campo Udeur, Udc ed Adc-Dc.