Operazione “oro rosso”, revocato il provvedimento che impediva ad Antonino Russo l’esercizio dell’attività imprenditoriale Resta d’attualità la questione ambientale relativa alle industrie conserviere
Tiene ancora banco la questione ambientale.
Sullo sfondo l’operazione denominata “Oro Rosso” condotta dai carabinieri del NOE e che ha coinvolto il gruppo imprenditoriale cittadino “AR Industrie Alimentari spa”.
Il patron Antonino Russo per bocca del proprio legale Giovanni Longobardi ha precisato che il provvedimento emesso nei suoi confronti di divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale per due mesi è stato attenuato.
Il legale ha dichiarato infatti : “E’ stato sostanzialmente revocato il provvedimento che impediva al signor Russo di svolgere nel pieno delle sue funzioni il ruolo di legale rappresentante dell’azienda. Potrà in tal modo svolgere in tutti i settori aziendali le proprie attività, fatta eccezione per quelle relative al ciclo dei rifiuti che in ogni caso non gli appartenevano”.
Gli avvenimenti risalgono allo scorso sette luglio quando i carabinieri del NOE conclusero una serie di attività investigative con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare finalizzata agli arresti domiciliari e di una misura interdittiva consistente nel “divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale” emessa dal GIP di Salerno Mariarosaria Belmonte. L’attività della magistratura (PM Angelo Frattini) e della Benemerita è risalente al settembre del 2008 nell’ambito dell’attività di monitoraggio e controllo del bacino idrografico del fiume Sarno.
In sostanza l’azienda conserviera di Angri e la società RGT srl di Albanella guidata da Guarracino sono state accusate di aver realizzato un traffico illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi nel periodo compreso tra luglio e settembre 2008 attraverso lo sversamento di oltre 15mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi, in particolare “fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia” e “compost fuori specifica”, provenienti da 3 industrie conserviere (facenti capo alla “AR Industrie Alimentari”), localizzate a Scafati e Sant'Antonio Abate, illecitamente smaltiti su terreni di oltre 80mila mq (sottoposti a sequestro nel corso delle investigazioni) ubicati ad Albanella e gestiti dalla “RGT”.
Il difensore dell’imprenditore Antonino Russo ha precisato ancora : “Siamo sicuri di poter dimostrare la completa estraneità di Antonino Russo ai fatti contestati. Procederemo per gradi considerato che ancora nulla di definitivo è stato sancito. La fase processuale è appena all’inizio ed il provvedimento di recente emesso dal gip Belmonte ci fa ben sperare per il futuro”. Resta quindi d’attualità la questione ambientale legata alle industrie conserviere dell’Agro visto anche il periodo dell’anno caratterizzato dalla lavorazione del pomodoro. Fase che durerà sino a tutto il mese di settembre.