Tiene ancora banco la questione “canoni idrici”. Saranno recapitate tra alcuni giorni più di diecimila raccomandate presso il domicilio degli utenti contenenti le notifiche di pagamento dei canoni acqua relative all’anno 2002.
L’operazione di stampa, imbustamento e spedizione costerà alle case comunali più di trentacinquemila euro. Circa settanta milioni di vecchie lire spesi nella speranza di incassare parte di quanto verrà notificato. Un atto dovuto da parte della giunta guidata dal sindaco Gianpaolo Mazzola onde evitare successivi richiami e sanzioni da parte della Corte dei Conti. Le richieste di pagamento riguardano non solo l’acqua potabile, ma anche le acque reflue ed il canone di depurazione.
Il tentativo dell’amministrazione sarebbe quello di incassare almeno in parte quanto dovuto dai cittadini per il consumo dell’acqua. Il criterio adottato da Palazzo di Città è quello di 18.25 mc a persona a titolo di acconto, salvo il diritto dell’Ente a pretendere il conguaglio se dovuto. Ciò è stato stabilito durante il consiglio comunale del dieci ottobre scorso con l’approvazione della delibera n. 22 del 24 agosto scorso. Il contenzioso tra l’Ente ed i contribuenti si trascina da lunghi anni e non sembrerebbe avere ancora trovato una ragionevole via d’uscita. Alla base di tutto l’assenza della lettura dei contatori che avrebbe dipanato da qualsiasi dubbio la legittimità dell’importo fatturato. Gli strumenti di misurazione, sino al subentro della Gori spa avvenuto nel 2004, non sono mai stati applicati da parte del Comune. Da qui la illegittimità dell’ applicazione in maniera presuntiva e forfetaria degli importi relativi al consumo idrico.
Inizialmente Palazzo Doria aveva avanzato la proposta di fatturare 72 mc a persona, scesi poi a 36 mc ed infine a 18 mc. Ciò anche viste le numerose sentenze emesse dai giudici di Pace del tribunale di Nocera Inferiore con cui si è dato ragione ai ricorrenti. Le sentenze emesse comporteranno da qui a breve un ulteriore aggravio di esborso per l’erario, a causa delle condanne ricevute per spese legali da sostenere. Dopo più due lustri di tentativi falliti da parte delle amministrazioni di centrosinistra a provarci è la giunta di centrodestra. L’obiettivo dell’amministrazione è di incassare liquidità. L’operazione in corso dovrebbe dare una boccata d’ossigeno alle esangui casse comunali.
Se i contribuenti dovessero pagare quanto richiesto, nelle casse comunali dovrebbero affluire più di seicentomila euro. Più di un miliardo di vecchie lire salvo successivo conguaglio. La querelle tra contribuenti e amministrazione potrebbe, quindi, ulteriormente continuare sancendo una rottura anche con l’attuale compagine amministrativa. Si ripercorrerebbe cioè una strada senza uscita ricalcando quanto avvenuto durante gli anni trascorsi.