E' questa una delle frasi che molti americani hanno pronunciato dopo la vittoria di Barack Obama.
Una vittoria che ha segnato un punto di svolta negli USA, ma anche nel mondo intero.
Le analisi del voto da parte degli opinion leaders americani e da parte dei sociologi si sprecano. La cronaca e' data dal fatto che l'America si e' ancora una volta rilevata una grande democrazia dove tutto e' possibile.
La comunita' italoamericana si e'
divisa, sebbene sia storicamente forte la parte che da sempre e' vicina ai Democratici.
Paul Esposito che gestisce con i fratelli una serie di pizzerie in Mid Town ha esternato la sua amarezza. Sebbene
egli sia un italoamericano di terza generazione ha sempre sentito
parlare in famiglia della Costiera Amalfitana da cui parti' suo nonno.
"E' un giorno particolare, diverso. Sono stupito, ma se gli americani
hanno deciso cosi' va bene lo stesso", ha dichiarato. Non nasconde di
aver votato per MacCain. "Ho votato per il senatore McCain, nonostante
la gestione non felice del presidente Bush. Vedremo ora se il nuovo presidente sara' capace di ripettare le aspettative delle comunita' che lo hanno appoggiato", ha dichiarato ancora.
La batosta per i conservatori americani e' stata forte. Il risveglio difficile anche
alla luce del grande entusiasmo mostrato dagli afroamericani e dagli ispano americani, oggi piu' forti di ieri sul fronte del riconoscimento dei propri diritti e del proprio ruolo sociale. Anche George Dagostino, un edicolante di origini cilentane ha espresso il proprio punto di vista. "Non capitava da tempo che in pochi minuti andassero a ruba tutte le copie del New York Times. E' stata una cosa da non
credere. Molti mi hanno atteso all'apertura del chiosco e hanno comprato anche piu' di un giornale.
Senza dubbio e' stata una nottata
storica che rimarra' per sempre impressa nelle menti e nei cuori degli
americani", ha detto. Si e' mostrato poi fiducioso sulle capacita' del nuovo inquilino della Casa Bianca. "Obama e' giovane ed ha voglia di fare. I Democratici hanno puntato su di lui perche' aveva tutte le caratteristiche per impersonificare le caratteristiche di cambiamento
e novita'. Ha vinto ora facciamolo lavorare", ha concluso. I flash delle macchine fotografiche si sono spenti, le urla di giubilo pure.
Ora occorre vedere come continuera' il cammino del nuovo presidente