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Referendum Costituzionale, Alberto Milo si schiera per il SI

Il consigliere comunale e provinciale dà vita al Comitato “Basta un sì - Ragione Pubblica di Angri

Alberto Milo

Cari amici e sostenitori, avverto la necessità, e contemporaneamente il piacere, di comunicarvi che ho deciso di sostenere il "SI" al prossimo referendum costituzionale che si terrà il 4 Dicembre.

La mia non è una scelta politica né partitica, ma una scelta da Cittadino Italiano convinto che sia arrivato il momento di dare una sterzata a quella che ormai è diventata una palude burocratica, certo che  occorra cambiare, per un’Italia che ha bisogno di certezza e stabilità dell'iter legislativo e dare inizio ad un  abbattimento dei costi della politica.

Ed è proprio il Cambiamento che spesso spaventa e che si affronta con diffidenza, votare NO significa rimanere bloccati così come siamo, e sembrerebbe un paradosso rispetto al malcontento generale di una Italia ferma al palo.

È vero, la riforma non è perfetta, ma questo mi sembra un buon inizio: sapere che 315 senatori non saranno più a carico dei cittadini, che con l'abolizione del senato così come lo conosciamo l'iter legislativo sarà più veloce e in grado di dare risposte immediate alle esigenze, che gli stipendi dei Consiglieri Regionali saranno adeguati alla realtà e a quelli dei sindaci delle città capoluogo, che finalmente verranno riorganizzate le competenze tra Stato e Regione attraverso la modifica del titolo V della Costituzione… beh, mi sembra proprio più che un buon inizio!

Pertanto, quando si parla di modifica della costituzione, questa non riguarda i principi fondamentali, che ovviamente rimarranno invariati. 

Invito tutti i cittadini ad analizzare il testo della riforma, a non lasciarsi  influenzare da vari messaggi messi in giro con scopi ben precisi, incompleti e inesatti, che tentano di creare solo confusione, con l'obiettivo di mandare il Governo a casa.

Le elezioni politiche si terranno nel 2018 e solo allora, attraverso il voto, il popolo deciderà sul governo e il suo operato.

Ho costituito, insieme ad altri amici, il comitato "BASTA UN SÌ  - RAGIONE PUBBLICA di Angri”, ne sono il coordinatore, e abbiamo aderito al comitato Regionale, che vede come coordinatore e referente  Piero De Luca, con il quale abbiamo già  programmato alcuni appuntamenti importanti che realizzeremo  nella nostra città, dove verrà aperto il confronto e verranno esposte le ragioni del sì in modo approfondito. 
Ritengo doveroso partecipare sempre alle scelte che riguardano il nostro futuro e non mi spaventa mettermi in gioco: credo fermamente nel cambiamento come necessità, e pertanto sono pronto a fare la mia parte.

Alberto Milo


Parole Chiave: news, politica, referendum costituzionale, alberto milo

Pubblicato il 10 Ottobre 2016 da La Redazione


Commenti degli utenti alla pagina:

Antonio D\'Ambrosio il 10-10-16 alle 16:03:01 ha commentato:

Leggere che il cons. Milo paventa una palude burocratica se non vince il si, che 315 senatori vanno a casa, che le leggi saranno più veloci, ecc. e che tutti voteranno per mandare a casa il sig. Renzi ( su questo tutti siamo d'accordo), come dice Verdoliva fa venire " O fridd nguoll"! Nel merito, è necessario votare NO, per evitare che 1) I poteri siano concentrati nelle mani di un solo partito anche con il 25% dei voti passando da una democrazia parlamentare a " Plebiscitaria"; 2) Il Senato NON sarà affatto abolito anzi avrà compiti similari ed altri aggiuntivi a quello vecchio, specie nelle norme regionali; Milo dimentica che ci saranno 100 Senatori scelti fra Cons. Regionali e Sindaci nominati o (premiati) dai partiti, oltretutto ( fatto gravissimo con IMMUNITA' PARLAMENTARE" per eventuali reati commessi!!; Per questi 100 senatori di cui 5 nominati dal Presidente della Repubblica insisteranno gli stessi costi di centinia di dipendenti al Senato che c'erano prima, e percepiranno rimborsi spese di viaggio e segreteria per quando si recheranno a Roma;3) I compiti dei Senatori passeranno dagli attuali 3 ( normale, conversione decreti legge, e leggi Costituzionali) ad 8 ( otto) con gravi complicazioni delle leggi da approvare!; 4) I senatori eleggeranno n. 2 dei 5 giudici Cosituzionali ( come prima !!);5) Il quesito viola gravemente l'art. 1 della Costituzione che recita " La Sovranita' appartiene al popolo NON ai partiti ( vedi sentenza Corte Costituzionali n. 1 del 2014)con il deprecabile risultato che le leggi non verrebbero più approvate da rappresentanti eletti dal popolo, ma da nominati ( o premiati dai partiti).. Caro Alberto mi fermo qui per amor di patria ..NON voglio infierire anche con l'art. 70 cambiato da due righe in oltre cinquanta indecifrabili modifiche NON leggibili sulla scheda da votare..su cui la città di Angri mettera' un bel NO, come invito a fare tutti.

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