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Referendum, al via le attività del Comitato "Basta un Sì Angri"

La sede è in via Giudici 54. Nei prossimi giorni promuoverà incontri pubblici per approfondire i temi posti dalla riforma costituzionale

Basta un si angri“La riforma Costituzionale per ridare slancio all’Europa”

Dopo aver conseguito in Europa il primato dell’instabilità politica (63 governi in 70 anni) e il secondo posto dopo la Grecia per il debito pubblico, che pesa come un macigno sulla nostra economia, esponendola ai pericoli sempre incombenti della speculazione internazionale, l’Italia ha avviato finalmente una faticosa ripresa per modernizzarsi e non scaricare, come è avvenuto finora, i suoi problemi sulla generazione successiva: una ripresa per dare slancio alla quale il governo ha messo fin dall’inizio al primo posto dell’ agenda politica l’attuazione di quelle riforme costituzionali, di cui si parlava da un trentennio e che invano si era tentato nel passato di realizzare con l’insediamento di apposite commissioni parlamentari.

Il primo obiettivo è stato quello di dare più stabilità ai governi attraverso la fiducia votata soltanto dalla Camera e la fine del bicameralismo paritario, per rendere più rapidi i processi decisionali, limitando fortemente l’andirivieni dei testi di legge tra i due rami del Parlamento, che ha allungato fortemente i tempi dell’attività legislativa, creando le condizioni per un ricorso massiccio alla decretazione di urgenza, con conseguente indebolimento del Parlamento; e questo senza alcun rafforzamento dei poteri del presidente del consiglio, di cui non si parla in nessuno degli articoli della Costituzione che sono stati modificati. Il pericolo della “deriva autoritaria”, denunciato da molti sostenitori del NO, serve pertanto solo a nascondere l’assenza di argomenti validi per ostacolare la riforma.

A questo obiettivo se ne sono aggiunti altri tre: 

- il contenimento dei costi della politica, riducendo il numero dei parlamentari ed eliminando organismi che hanno svolto nel passato una funzione positiva, ma che oggi non sono più rispondenti ai bisogni della nostra società, quali le province e il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro);

- la ridefinizione dei rapporti con le Regioni, che esercitano poteri concorrenti con quelli dello Stato in settori chiave per il Paese, quali la sanità, il turismo e i trasporti, creando intralci allo sviluppo economico e disagi ai cittadini, che, ad esempio, nell’ambito dell’assistenza sanitaria hanno attualmente diritto a prestazioni diverse a seconda della regione in cui vivono;

- l’allargamento degli spazi di partecipazione politica attraverso l’obbligo del Parlamento di discutere in tempi predefiniti le leggi di iniziativa popolare e l’introduzione dei referendum propositivi e d’indirizzo.

È su questo, e solo su questo, che siamo chiamati ad esprimere il nostro voto il 4 dicembre: non sul destino politico di Matteo Renzi  né sul governo né tanto meno sul sistema elettorale, che, essendo regolato da leggi ordinarie, può essere cambiato dal Parlamento in qualsiasi momento e senza modifiche della Costituzione. Chi dice il contrario, in buona o cattiva fede, introduce nel dibattito elementi di confusione, che mirano a creare difficoltà al governo, vanificando i suoi sforzi di consolidare a livello internazionale l’immagine, che si sta promuovendo con tanto impegno, di un’Italia che vuole crescere e nella quale si può investire. 

Il Comitato di Angri “Basta un sì”, che è collegato a quello nazionale, promuoverà nei prossimi giorni incontri pubblici per approfondire le tematiche qui delineate in maniera molto rapida: incontri di cui si darà naturalmente notizia con tutti gli strumenti disponibili. Chi volesse farsi coinvolgere nell’attività del Comitato, anche attraverso la semplice adesione al presente documento, può darne comunicazione ai seguenti indirizzi e numeri telefonici: gu.milanese@hotmail.it, 327 21 65 206; vdambrosio@email.it, 320 93 03 565. Il comitato ha sede in via Giudici, 54.

Gli Aderenti :

Giovanni Vitolo, Giancarlo Palmiro D’Ambrosio, Pasquale Mauri, Salvatore Abate, Lello Alfano, Carmine Bartolomeo, Giuseppe Colasanto, Roberta D’Antonio, Giuseppe D’Aniello, Maria Rosaria Falcone, Gina Fusco, Antonietta Giordano, Giuseppe La Mura, Vincenzo La Mura, Adele Limodio, Eugenio Macchia, Gianluigi Esposito, Guido Milanese, Antonfabio Morena, Gaetano Morena, Michele Novi, Antonio Orlando, Enzo Russo, Michele Vaccaro, Vincenzo Vaccaro.


Parole Chiave: news, referendum costituzionale, basta un si angri, politica

Pubblicato il 25 Ottobre 2016 da La Redazione


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